Uomini e topi. Of Mice and men. John Steinbeck. 1937

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Dopo averlo fatto riposare nella nostra (superaffollata) libreria per un lunghissimo periodo, siamo finalmente riusciti a leggere Uomini e topi di John Steinbeck, il nostro primo libro dell’autore americano. Grazie a un fortunatissimo scambio su Bookmooch, lo abbiamo letto in un’edizione vintage di Bompiani. Saranno state le pagine ingiallite, con quel loro inconfondibile profumo di carta vissuta, sarà stata l’emozione di conoscere finalmente un autore così imponente, peraltro attraverso la traduzione di Cesare Pavese, o sarà stata la semplicità con cui Steinbeck ci racconta la storia di George e Lennie, ma questo libro ci è piaciuto immensamente!  

Realtà, immaginazione e solitudine

John Steinbeck è uno degli scrittori statunitensi più noti del secolo scorso. Autore di diversi romanzi, racconti e novelle, ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1962Uomini e topi è il suo sesto romanzo, ispirato a una storia accaduta nel 1920 in un ranch californiano. Un romanzo breve, ricco di dialoghi, che colpisce per la sua semplicità, per l’alternanza tra reale e immaginato e per l’ironia che accompagna la sensibilità con cui viene analizzata la società. Sebbene non ci possiamo di certo definire “esperti” di questo autore, avendo letto solo Uomini e topi, abbiamo comunque fortemente percepito queste sensazioni. Ma quando uno scrittore ha una forza visiva dirompente come quella di Steinbeck ed è padrone delle parole e delle sue emozioni, in un attimo scatta la magia, quella vera, quella che non ti abbandona più. 

In questo romanzo, la percezione che i personaggi hanno del destino è profondamente negativa, ogni pagina trasuda una palpabile sensazione di solitudine che non lascia scampo nemmeno al lettore. Anche la più piccola speranza di felicità, di comunicabilità e di giustizia svanisce inesorabilmente. Non sembra quindi un caso che questa storia sia ambientata a “poche miglia a sud di Soledad”. Significativa è anche l’origine del titolo, tratto dalla poesia A un topo del 1785 di Robert Burns. Nel passaggio da cui è tratto il titolo del romanzo di Steinbeck ritroviamo il messaggio profondo di Uomini e topi: il mistero dell’esistenza e l’imprevedibilità crudele delle forze che la governano.

 “Ma topolino, non sei il solo, / A comprovar che la previdenza può esser vana: / I migliori piani dei topi e degli uomini, / Van spesso di traverso, / E non ci lascian che dolore e pena, / Invece della gioia promessa!”

Il grasso della terra

Uomini e topi ci ha dato la sensazione di essere un libro senza tempo, in cui i fatti descrivono alla perfezione ogni luogo e ogni epoca. Questa è una storia semplice, dove i due protagonisti, George e Lennie, altro non sono che due dei tanti braccianti stagionali che si guadagnavano da vivere girovagando per il paese da una fattoria all’altra. Ma se inseriamo George e Lennie nel contesto sociale dell’epoca, ci accorgiamo subito che sono un’anomalia: viaggiano in coppia, sono amici, si guardano le spalle a vicenda, come a volersi far beffa del destino maligno, che li vorrebbe soli e alienati. 

Incuranti di ciò che li circonda loro sognano di stare sempre insieme e un giorno avere una fattoria tutta loro e di poter così vivere del grasso della terra. Il loro rapporto può essere ricondotto a quello tra padre e figlio: George è un uomo intelligente e duro, Lennie è grande e grosso, ma tonto e non si rende mai conto di quello che fa.

 “Avremo un grande orto, e un capanno per i conigli e i polli. E quando d’inverno piove manderemo al diavolo il lavoro e accenderemo un bel fuoco nella stufa e staremo seduti lì ad ascoltare la pioggia che cade sul tetto.”

Nella storia di George e Lennie percepiamo sulla nostra pelle tutto il dolore dell’essere umano, e ci rendiamo di come dietro all’apparente durezza, inconsapevolezza e crudeltà che a tratti ci contraddistingue come persone, siamo in realtà tutti nudi, disperati e goffi di fronte al grande e incomprensibile disegno della vita. La paura, la disperazione e l’incertezza sono i grandi nemici non solo di tutti i George e Lennie di questo mondo, ma dell’umanità intera.

Leggendo Uomini e topi

Uomini e topi è un racconto che cela, dietro a uno stile semplice, fluido e intenso, una serie di tematiche importanti e profonde. Uno dei cardini di questo libro meraviglioso è il concetto di pietà, che contraddistingue la maggior parte dei personaggi. La pietà, che si manifesta in modo naturale e a tratti inaspettato, rende ancora più coinvolgente questa lettura, colorandola di umanità e realismo. 

Leggendo quest’opera di Steinbeck ci siamo resi conto di come il suo inconfondibile stile sia stato ripreso da diversi autori nella storia della letteratura contemporanea, uno fra tutti è il nostro amatissimo Kent Haruf. Proprio nelle opere di quest’ultimo si ritrovano la semplicità e la delicatezza di una scrittura che in realtà comunica temi forti, profondi e spesso drammatici, senza mai scadere nella banalità e nell’appiattimento del pensiero. 

Queste per noi sono le storie più belle, quelle dove la scrittura non è percepita come una prova di stile, ma viene messa a disposizione per comunicare in modo chiaro e accessibile tutto un universo di emozioni, idee e avventure che ci portano a riflettere, lasciandoci un segno indelebile.

Non possiamo che consigliare a chiunque di leggere questo straordinario libro!  

6 Replies to “Uomini e topi. Of Mice and men. John Steinbeck. 1937”

  1. Anch’io ho letto da poco questo straordinario libro. Da quando ho scoperto Steinbeck non posso fare a meno di leggere un suo romanzo ogni due o tre mesi. Lo stile senza orpelli ma funzionale alle tematiche che tratta, illumina e rende vivi tanti aspetti della società americana e dei suoi umili protagonisti

      1. Non ho ancora letto Furore, che è considerato il suo capolavoro.
        Consiglio senz’altro: “La valle dell’Eden” e “La carriera stravagante”, anche se quest’ultimo è considerato, secondo me ingiustamente, inferiore ad altri suoi scritti.

    1. Grazie mille! La descrizione dei paesaggi in questo libro aggiunge un valore immenso alla storia. Mentre lo leggevamo ci sembrava quasi di essere là. Sarebbe davvero bello visitare questi luoghi di persona!

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