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Questo libro è davvero un piccolo gioiello. Scritto da Carlo Rovelli e pubblicato da Adelphi nel 2014, Sette brevi lezioni di fisica ha una prosa chiara e scorrevole. Nonostante il titolo e le formule che lo circondano nella foto non riguarda la didattica della fisica. Non si tratta di imparare a comprendere numeri astronomici o difficili equazioni ma piuttosto della semplice e infinita gioia dello scoprire che essa porta con sé.

Carlo Rovelli è un fisico, saggista e docente universitario nato nel 1956 a Verona. Si occupa principalmente di ricerca nell’ambito della teoria della gravità quantistica a loop (loop quantum gravity), di cui è stato uno dei fondatori. È noto anche per il suo più recente saggio L’ordine del tempo pubblicato sempre da Adelphi nell’aprile 2017 che tratta della natura del tempo e della sua percezione umana. 

Oltre la fisica

In Sette brevi lezioni di fisica l’autore ci regala una coinvolgente introduzione alla fisica moderna. Leggendolo impariamo a vedere complicate questioni come la teoria della relatività generale, la meccanica quantistica, i buchi neri, le particelle elementari e la gravità in relazione alla complessa architettura dell’universo e al ruolo che gli esseri umani giocano al suo interno, facendoci vedere così questa materia in modi che trascendono il suo stretto ambito di appartenenza. 

“Ci sono capolavori assoluti che ci emozionano intensamente, il Requiem di Mozart, l’Odissea, la Cappella Sistina, Re Lear… Coglierne lo splendore può richiedere un percorso di apprendistato. Ma il premio è la pura bellezza. E non solo: anche l’aprirsi ai nostri occhi di uno sguardo nuovo sul mondo. La Relatività Generale, il gioiello di Albert Einstein, è uno di questi.”

Leggendo Sette brevi lezioni di fisica 

Dopo aver esplorato le ultime scoperte della fisica moderna Rovelli ci riporta a una dimensione più familiare, la nostra: quella di esseri umani definiti dalla nostra esperienza individuale ma in continua ricerca di modi per meglio definirla e trascenderla.

L’ultimo capitolo in particolare ci fa molto riflettere su quello che siamo, sulle ragioni che ci spingono sempre a cercare di comprendere quello che non conosciamo, ridefinendo i confini di quello che avevamo conosciuto e su come: “Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.”

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