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Abbiamo letto Seta il terzo e brevissimo romanzo di Alessandro Baricco pubblicato nel 1996 da Rizzoli. Con Castelli di Rabbia del 1991 e Oceano Mare del 1993, Seta conclude una sorta di trilogia dei sogni e dei sognatori fatta di rimandi e riferimenti che ne legano in modo molto sottile, quasi impercettibile, le trame e i personaggi. 

Tra Francia e Giappone 

Seta ci trasporta in un luogo indefinito del cuore e dell’anima, tra Francia e Giappone, in un momento storico di grande cambiamento; un periodo in cui la società ottocentesca europea si sta adattando al nuovo ambiente economico, sociale e politico che condurrà verso la piena industrializzazione:

“Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Salammbô, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’altra parte dell’Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.”

L’atmosfera culturale conseguente definisce un modo di pensare nuovo; da un lato, afferma il potere degli esseri umani di creare, migliorare e rimodellare il loro destino con l’aiuto della sperimentazione, della conoscenza e dell’innovazione e dall’altro ne esprime già le costrizioni. 

Sui sogni e sui sognatori 

Ed è proprio in quest’epoca storica che si sviluppa la storia del sogno impossibile di Hervé Joncour. Egli è un commerciante francese di bachi da seta che nel lontano Giappone incontra la concubina di Hara Kei, uno dei baroni locali; una fanciulla bellissima e misteriosa che lo incanta e lo spinge ad andare avanti e indietro tra Europa e Asia, tra realtà e sogno. 

L’ambientazione pone l’enfasi sull’entusiasmo tipico del secondo Ottocento. Eppure, allo stesso tempo, la ricerca di evasione di Joncour sembra parlarci delle costrizioni e dei mutamenti del sentire che la nuova società lascia già intravedere. In questo senso richiama la tensione drammatica di capolavori come de La Coppa d’oro di Henry James o de L’Età dell’innocenza di Edith Wharton, per poi focalizzarsi e sviluppare in modo originalissimo la tematica del sogno

Leggendo Seta

Il racconto della vita di Joncour e della misteriosa concubina assume la forma di una storia d’amore per parlarci del mondo dei sognatori proprio in un’epoca in cui il loro ruolo sta per essere ridefinito dalla modernità

“Era d’altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla. Si sarà notato che essi osservano il loro destino nel modo in cui, i più, sono soliti osservare una giornata di pioggia.”

La passività apparente di Joncour esprime un umore tipicamente moderno. Lungi dall’essere motivata dalla mancanza di stimoli essa risiede, come poi per altri personaggi creati da Baricco in primis Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, nella sua grande sensibilità e capacità di immaginare le infinite possibilità e le direzioni che la sua vita potrebbe prendere. 

L’amore impossibile per la misteriosa concubina si fa emblema dell’anima romantica e decadentista europea alla costante ricerca di evasione e di valori assoluti. Ci parla del potere e del valore dei sogni, del loro ruolo nella contemporaneità e di come, nonostante spesso ci conducano a compiere le azioni inaspettate e pericolose, siano una costante necessaria e fondamentale dell’esperienza individuale.

Questo libro sembra spiegarcene le ragioni con grande sensibilità e tenerezza attraverso una prosa poetica e cadenzata che scorre fluida, richiamando quasi onomatopeicamente il titolo del romanzo.

Bellissimo davvero, leggetelo se vi capita! 

2 Replies to “Seta. Alessandro Baricco. 1996”

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