“Quando si viaggia in macchina attraverso gli Stati Uniti, inizialmente le distanze possono sembrare una cosa marginale, uno scomodo dato di fatto con cui fare i conti, al massimo la ragione per cui bisogna guidare parecchie ore per spostarsi da una città all’altra: a un certo punto però, un centinaio di chilometri dopo l’altro, una stazione di servizio dopo l’altra, queste grandi distanze cominciano ad acquisire un significato nuovo, e ci si chiede se l’America non sia soprattutto quello che sta in mezzo, tra un posto e l’altro.”

Questo saggio racconta quegli spazi geografici e sociali, politici e culturali, ce li spiega con tono diretto e linguaggio accessibile, rendendo evidenti le sottili interconnessioni fra le dimensioni stratificate degli eventi e delle cose.

Delinea delle verità che si rivelano progressivamente restituite da immagini che fotografano le realtà locali e statali inserendole nel più ampio contesto della dimensione federale, facendo emergere le relazioni fra le macro e micro dinamiche che sottendono le congiunture del discorso politico e sociale.

Ci accompagna in modo consapevole e approfondito attraverso le sfaccettature della politica statunitense così come l’abbiamo vista trasformarsi negli ultimi anni, con le sue polarità, contraddizioni e ambizioni, le sue grandezze e i suoi lati oscuri, tornando poi con sguardo lucido alle origini del suo progetto, all’idea di libertà e alle voci dei padri fondatori.

Una lettura molto utile per comprenderne la complessità, in particolare alla luce dei recenti avvenimenti.

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