Paesi tuoi è il primo romanzo di Cesare Pavese ed è scritto dall’autore piemontese nel 1939. Alla pubblicazione nel 1941 da parte della casa editrice Einaudi suscita reazioni molto controverse perchè racconta una storia densa, a tratti morbosa trasportandoci verso un un mondo duro, ancestrale e magico, dominato dalle leggi dell’eros e della violenza.

Neorealismo e simboli

Si legge veloce perché è breve e molto intenso e ci si accorge subito dei motivi che lo hanno reso innovativo e controverso. La sensibilità attenta a cogliere e rappresentare il dato oggettivo che anticipandone i tratti ascrive il testo nella corrente del neorealismo acquista marcate sfumature anticonformiste in virtù della forte carica simbolica che lo contraddistingue e che si esprime rendendo visibile la rete nascosta che lega elementi realistici e significati.

Realismo linguistico

Inoltre la rappresentazione del mondo rurale di Monticello, la riproduzione dei tratti caratteristici del comportamento e della parlata dei contadini che ripropone le forme e movenze dell’italiano regionale piemontese e le espressioni dialettali riflette già tutto l’interesse dell’autore per temi di matrice culturale e antropologica. Non a caso da lì a pochi anni Pavese diverrà promotore di una collana di antropologia culturale proprio per Einaudi, in collaborazione con Ernesto De Martino.

Leggendo Paesi tuoi

Il romanzo costruisce così un gioco di rimandi e parallelismi la cui lettura risulta capace di restituire un’istantanea molto realistica del narrato contraddistinta da una forte carica affettiva ed emozionale quasi vicina a quella propria delle tragedie classiche.

Una lettura molto particolare come sempre con Pavese.

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