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Oceano Mare. Alessandro Baricco. 1993

Il tempo è imprecisato. Lo spazio è la Locanda Almayer che sorge sulla spiaggia di un mare indeterminato. Ha sette stanze ed è gestita da bambini stranamente empatici. Ospita il pittore Plasson, lo scienziato Bartleboom, la bellissima Madame Daviera, il prete Padre Pucle che accompagna la giovane aristocratica e ipersensibile Elisewin, il misterioso Adams aka Thomas, il dottor Savigny e le loro storie.

“Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzire, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio. Ce la farò, vero?”

Elisewin timida e impersensibile pronuncia queste parole con una solennità di cui non è consapevole: si può immaginarla mentre inizia nervosamente a declamare questo credo, diventando via via più consapevole dell’importanza che queste parole acquistano per tutti i personaggi della storia. Quasi definissero elementi di un inconscio collettivo che trova la sua strada verso la consapevolezza dei personaggi introducendo l’elemento cardine che ne permetterà le catarsi: il mare.

La locanda Almayer sorge sul mare ed evoca subito con il suo nome l’immaginario letterario di Joseph Conrad, richiamando l’atmosfera dei suoi racconti in cui individui soli sfidano la loro sorte rappresentata dalle acque incantatrici e divoratrici di mondi. Gestita da bambini empatici, la locanda sorge su una spiaggia proprio accanto al mare e accoglie persone accomunate dall’impegno ossessivo che investono nell’affrontare un demone personale che si manifesta come un complicato enigma. Per il pittore Plasson riguardante la possibilità di dipingere qualcosa d’infinito e possente come il mare; per professor Bartleboom il modo attraverso cui arrivare a descrivere i confini delle cose per capirne la natura; per l’affascinante Madame Deviera il controllo delle passioni, il prezzo della bellezza; per Padre Pucle l’accettazione della sua vocazione; per Adams, il cui vero nome è Thomas, quel luogo dove la sete di vendetta diventa spirito d’avventura; per Savigny quel tempo in cui il passato e il futuro tirano le somme.

La trama, senza un andamento lineare, si snoda ondulata come l’acqua creando scorci immaginari definiti con uno stile narrativo poetico e surreale con l’uso di frasi paratattiche, di ripetizioni e associazioni di parole. La presenza di discorsi diretti e indiretti accompagna numerosi momenti di riflessione esterni alle vicende e l’uso di preghiere, lettere o racconti. La tematica principale è il mare come energia onnicomprensiva e come metafora della vita. L’oceano che mitiga, l’oceano che amplifica, l’oceano che in un modo o nell’altro risolve e dissolve le paure, i sensi di colpa e le aspirazioni che definiscono la ricerca di Elisewin e degli altri personaggi.

4 Replies to “Oceano Mare | Ocean Sea. Alessandro Baricco, 1993”

    1. Ciao Paola! Grazie credo sia un libro che vale la pena rileggere perchè ha molte sfumature e complessità che magari si riescono a cogliere ancor di più in seconda lettura. Hai letto altro di Baricco?

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