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Non Lasciarmi è un romanzo distopico scritto nel 2005 dal premio Nobel per la Letteratura 2017 Kazuo Ishiguro ed edito in Italia da Einaudi. Per distopia s’intende una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa. Il termine è stato coniato in contrapposizione a utopia.

Questo genere quando ben scritto ci appassiona perché, ambientando le proprie storie in futuri lontani e alternativi, riesce ad affrontare tematiche controverse creando uno sgomento rivelatore e generando profonde riflessioni filosofiche che spaziano fra questioni sociali, politiche e morali.

Un romanzo che aggancia emotivamente

Il rischio della letteratura distopica potrebbe essere a volte, a causa delle ambientazioni remote, quello di creare storie che non riescano a stabilire una connessione emotiva con chi legge e vive nel mondo presente. Ishiguro riesce qui però a mostrare le enormi potenzialità del genere creando una storia dall’ambientazione lontana ma che aggancia il lettore emozionalmente come poche riescono a fare. 

Una ragione di questa intensità emotiva può essere legata allo stile molto particolare con cui Ishiguro delinea le sue storie. Egli usa una scrittura semplice e diretta ma che sa creare molti strati narrativi per esprimere tutta la gamma armonica e contrastante dei sentimenti umani. In questo modo riesce a catturare tutta l’intensità delle emozioni che descrive, dandogli forza e verosimiglianza. 

Un’altra ragione che rende Non Lasciarmi unico è la proposta formale molto originale con cui presenta il genere letterario di riferimento. La distopia è normalmente caratterizzata dallo spirito di ribellione dei protagonisti verso un sistema tiranno e accentratore ma nel mondo creato da Ishiguro tutte le ingiustizie e le prevaricazioni si rivelano lentamente come uno stato naturale e sono accettate dai protagonisti con rassegnazione. Una rassegnazione che caratterizza la trama e riesce a ferire e commuovere intensamente.

Essere umani, avere un’anima

Non entreremo nei dettagli della storia per evitare di rovinare una vostra possibile lettura. Cercheremo però di dirvi perché abbiamo trovato Non Lasciarmi cosi speciale. Il libro esplora cosa vuol dire essere umani, avere un’anima. Ma cosa vuol dire avere un’anima? In che modo riusciamo a definire e identificare quella serie di emozioni, comportamenti, passioni e compassioni, senso del bene e del male che caratterizzano la nostra esperienza individuale e ci rendono inconfondibilmente umani? 

“Stavo parlando con uno dei miei donatori l’altro giorno, che si lamentava di come i ricordi, anche i più preziosi, svanissero sorprendentemente in fretta. Però io non sono d’accordo. I ricordi che mi sono più cari, mi sembra che non svaniranno mai.”

Il libro non tenta di rispondere direttamente all’enormità di domande ontologiche ma quello che fa e che lo rende una meravigliosa opera unica nel suo genere e secondo noi perfino quasi capace di travalicare i confini del romanzo letterario è combinare la capacità critica del genere distopico, la carica emotiva delle storie d’amore e  la suspanse della mystery novel per esplorare gli spazi della memoria e il valore dell’arte. 

Arte e memoria

Qui come nei suoi lavori passati Ishiguro gioca con il concetto di memoria, quella dimensione che ci permette di percepire il tempo che passa e di dare valore all’esperienza. Il valore dei ricordi e la capacità di mantenerli vivi si va delineando come ciò che definisce la nostra umanità. La realizzazione di come proprio la memoria sia spesso l’unica vera difesa contro la caducità della vita e di come l’arte sia in grado di dargli spazio e valore si fa strada lungo la lettura e ci avvicina ai protagonisti della storia e alla loro capacità di sentire, amare e vivere.

Nel suo dipingere una società terribile e spaventosa, il libro ci ha colpito profondamente. Ci ha commosso davvero tanto al punto che una volta finito abbiamo subito riletto l’ultimo capitolo per fissare nella memoria la forte emozione visiva che le ultime pagine sono riuscite a farci provare. Per chi non lo avesse ancora letto lo consigliamo vivamente. Per chi lo ha letto, cosa ne pensate?

2 Replies to “Non Lasciarmi. Never Let Me Go. Kazuo Ishiguro. 2005”

    1. Veramente! gli ultimi tre capitoli tutti a lacrimoni e l’immagine finale che lei si figura … così commuovente! Ishiguro riesce proprio a tirare le giuste corde per far emozionare intensamente. Non vedo l’ora di iniziare un altro suo libro!

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