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Abbiamo letto Nel profondo scritto da Daisy Johnson e pubblicato in Italia quest’anno da Fazi Editore nella traduzione di Stefano Tummolini. Daisy è un’autrice inglese giovanissima che firma qui il suo primo romanzo dopo la raccolta di racconti brevi Fen del 2016 con cui si è aggiudicata l’Harper’s Bazaar Short Story Prize, l’A.M. Heath Prize e l’Edge Hill Short Story Prize. Grazie a Fazi abbiamo avuto l’occasione di conoscerla a Più Libri Più Liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, che si è svolta a Roma dal 4 all’8 dicembre 2019. Così le abbiamo chiesto di parlarci un po’ del suo libro. Eravamo molto felici e un po’ agitate con quella sensazione di aspettativa mista a formicolio nello stomaco che si sente a volte quando si incontra una persona nuova.

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Daisy Johnson. Più Libri Più Liberi 2019

Daisy è stata molto disponibile e ci ha parlato del suo libro con entusiasmo. È stato un momento davvero bello. Ed eccoci qui a condividere con voi alcune delle riflessioni che ha voluto rivelarci riguardo a questo suo primo romanzo. Come al solito non sveleremo molto sulla trama. Vi parleremo piuttosto dell’ispirazione che si cela dietro questo originale progetto e delle sensazioni che abbiamo provato nell’affrontarne la lettura. Chi ci legge da un po’ sa che siamo affascinate da storie che hanno al centro ricerca e riflessioni su simboli e archetipi.

Madre e figlia

Nel profondo è proprio uno di quei libri. Ha una forte base psicologica e affronta tematiche come memoria e passato presentando tre diverse fasi di una relazione molto problematica tra madre e figlia, Sarah e Gretel. Sarah una donna che ha sempre vissuto in modo personale e anticonvenzionale, faticando ad accettare il ruolo di madre così come imposto dalle strutture patriarcali della società moderna. E Gretel che seppur potrà arrivare a condividerne come donna le spinte liberali e di emancipazione femminile si trova da piccola a subirne le conseguenze come figlia.

Daisy affronta questi temi controversi e attualissimi in modo molto particolare, cioè attraverso un adattamento moderno e originale del mito greco di Edipo caratterizzato dalla fluidità di genere dei personaggi. In questo modo questo libro riesce a creare uno spazio narrativo dove ogni cosa tende a relazionarsi, esplorare e quasi sfidare la propria dimensione simbolica e archetipica. Cosa significa essere donna, madre, figlia o semplicemente una persona? Quali sono i limiti e le potenzialità che i ruoli di genere implicano?

I canali intorno a Oxford

In questo senso l’ambientazione, rappresentata dai canali intorno a Oxford, ha due funzioni. In primo luogo quella di trasportaci subito in un paesaggio insolito. Daisy ci ha spiegato la particolarità di quest’area fluviale. Si tratta di una zona quasi mistica perché crea un forte contrasto con la rinomata cittadina del mondo accademico inglese, dove tutto è molto controllato e definito.

La zona dei canali è al contrario molto selvaggia e indefinita, le persone vivono sulle barche tra il fiume e la natura, in un modo non convenzionale, libere dagli stili di vita standardizzati. Si tratta di comunità molto insulari che vivono all’insegna di particolari strutture di valori. Lì l’atmosfera sembra suggerire che ogni cosa potrebbe accadere ma anche rimanere nascosta.

L’acqua 

In secondo luogo l’ambientazione ponendo al centro il fiume centralizza l’elemento dell’acqua, uno dei simboli dell’inconscio e della circolarità della vita. L’acqua è un elemento antico che scorre dall’alba dei tempi. Qualcosa che abbiamo in comune perché ci attraversa, ci costituisce restando sempre la medesima, così come fosse carica della memoria delle vite passate.

In questo senso è come se fosse testimone dello scorrere del tempo e possedesse una capacità innata di raccontare, seppur in modo enigmatico e oracolare, la verità delle cose. Porla al centro della storia e in un’ambientazione tanto particolare come quella dei canali di Oxford fa si che Nel profondo sia caratterizzato da una forte tensione a svelare il cuore delle cose. Così ci conduce attraverso uno spazio dove tutto è fluido e allo stesso tempo illustrativo, ma soprattutto vero.

Un linguaggio segreto 

Un altro aspetto molto interessante di questa storia è che ci porta a riflettere anche sulla dimensione simbolica del linguaggio, sul suo travolgente potere. Gretel è una lessicografa e si occupa della compilazione dei dizionari. Una professione molto particolare che è in linea con l’importanza che il linguaggio segreto che condivideva con la madre ha avuto nella sua vita. Si trattava di una lingua meravigliosa fatta di personalissime ed evocative invenzioni.

Questo segreto l’aveva fatta sentire in principio parte di un rapporto speciale con una madre che nel loro mondo sul fiume appariva una donna dal carisma travolgente ma che in seguito ha mostrato la sua inadeguatezza causando il suo isolamento, separandola da tutto il resto. Daisy ha voluto così mostrare come le parole possano spesso diventare pericolose. Esse possono a volte valicare la loro primaria funzione comunicativa per assumerne una più dinamica e rischiosa. Possono andare a modificare la realtà che viviamo, la percezione che gli altri hanno di noi e che noi abbiamo di noi stessi. 

Il valore delle parole 

In questo senso la scelta professionale di Gretel è significativa. La sua ricerca è prima di tutto una ricerca di significato, un modo per affrontare e superare le conseguenze di un’esperienza genitoriale negativa in parte rimossa. Lo scopo è quello di riuscire a raggiungere finalmente una dimensione esistenziale che possa metterla in comunicazione con quello che realmente è: una persona che pur credendo nell’importanza della propria emancipazione non teme di riconoscere le spinte archetipiche che l’appartenenza di genere può implicare.

Dunque, in questo libro tutto parla di profondità, sia di quelle emozioni che condividiamo con ognuno per il solo fatto di essere umani, sia quelle spinte emotive che la nostra appartenenza di genere porta con sé, sia quelle sfumature caratteriali che nell’arco della vita vanno a costruire la nostra persona e di cui spesso non siamo consapevoli. La storia di Gretel e Sarah sembra indicarci che riscoprire il valore delle parole è una delle vie per armonizzare tutti questi aspetti della nostra esperienza individuale.

Il mito di Edipo 

Tutta questa rete di simboli è presentata con un linguaggio molto particolare. Parole incisive e caratterizzate da immediatezza e istintualità al punto che all’inizio ci si sente come travolti e trascinati nella relazione di Gretel e Sarah. Ci rendiamo poi conto che la ragione della forza della storia, oltre dal particolare linguaggio con cui è narrata, viene dal suo riferirsi al mito classico di Edipo.

Il mito nella Grecia classica attraverso la rappresentazione teatrale aveva la funzione sociale di esorcizzare le spinte emozionali più irrazionali e selvagge di una collettività che si identificava con ideali legati alla ragione e alla misura. Daisy attualizzando il mito di Edipo è riuscita a estendere questo processo all’analisi delle conseguenze di relazioni famigliari disfunzionali attraverso una rivisitazione di personaggi mitici, la cui identità di genere viene qui resa fluida, andando ad armonizzare con tutto il resto.

Gender fluidity 

Daisy ci ha ricordato che nei miti greci si racconta spesso di trasformazioni di genere e tutto avviene in modo molto naturale. Con Nel profondo lei ha voluto proprio esplorare le possibilità di sviluppo di personaggi che dal punto di vista del genere fossero tanto fluidi quanto i paesaggi fluviali in cui si trovavano a vivere. Infatti l’analisi del cambiamento avviene in modo molto particolare. Il viaggio di consapevolezza è segnato sia sul piano della trasformazione di genere sia su quello della consapevolizzazione della propria storia personale e scandito dalla presenza di un’entità soprannaturale, il Bonak.

Si tratta di un personaggio quasi mitologico che vive nel fiume e che richiama il “daimon” della psicologia junghiana, quell’entità che vive dentro di noi e che dobbiamo affrontare perché rappresenta un passaggio archetipico nel processo di individuazione e realizzazione del sé. Quindi il Bonak da un lato vuole esemplificare la somma di tutte le nostre paure, dall’altro lato è una sorta di guida capace di mostrare a Gretel come superarle e trovare la via per comprendere la verità riguardo a sé stessa e alla sua storia.

Leggendo Nel profondo

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Daisy Johnson. Più Libri Più Liberi 2019

Questo è un libro molto particolare che ci è piaciuto tanto per la sua capacità di affrontare temi complessi in modo molto moderno. È una lettura abbastanza impegnativa che per essere apprezzata a pieno andrebbe secondo noi associata alla conoscenza dei riferimenti culturali a cui rimanda e alla volontà di partecipare a una sorta di gioco di specchi e ricostruire una storia che è presentata in diversi momenti del suo sviluppo, attraverso un linguaggio tanto vivido e istintivo quanto a tratti criptico e ambiguo.

Daisy ci ha detto però che il linguaggio di questo libro non è la sua cifra stilistica ma è uno strumento scelto appositamente per raccontare questa particolare storia, dove tutto è fluido e in trasformazione. È un libro che si legge velocemente. Sa smuovere tanto e lasciare il segno. Ci fa riflettere sull’importanza delle relazioni famigliari e dell’esperienze che compiamo durante gli anni formativi, sulla nostra apparenza di genere e quello che essa implica sia se vissuta in modo armonico sia se vissuta in modo contrastato. Lo consigliamo per originalità tematica e stilistica e perché oltre a far riflettere, riesce a dare un’immagine esemplificativa, coerente e commuovente di quei processi paurosi e allo stesso tempo stimolanti che sono il cambiamento e la ricerca di consapevolezza. Caldamente consigliato!

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