Napoli Mon Amour. Alessio Forgione. NNEditore, 2018

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Alessio Forgione alla sua prima opera edita quest’anno da NNEditore ci conduce attraverso una Napoli che fin dal primo istante ricorda le atmosfere fumose e eteree del bellissimo film Hiroshima Mon Amour (1959) di Alain Resnais. Il film fu uno dei primi esempi del movimento cinematografico noto come Nouvelle Vague. 

Napoli come Hiroshima Mon Amour

La Nouvelle Vague nasce in Francia sul finire degli anni cinquanta e propaga un nuovo modo di pensare, leggere, vivere il cinema e osservare la realtà trasformando l’estetica cinematografica e gli stili narrativi trasversalmente.

Si va verso la ricerca di una sincerità narrativa che possa dare alle storie i toni intimi di un diario capace di esprimere con onestà e poesia gli umori altalenati di una nuova generazione inquieta e disinvolta. Il libro di Forgione riesce ad evocare questi toni e atmosfere con originalità e grande tenerezza.

Amoresano

Amoresano il protagonista di questo romanzo sembra appartenere a questa generazione passata che si tende a ricordare in bianco e nero ma le emozioni che esprime non risultano affatto anacronistiche, mostrano anzi la loro rilevanza contemporanea nell’esprimere problematiche relative alla città e società moderna.

Ci parlano infatti della precarietà del lavoro e il sospetto con cui la maggioranza delle persone considera la ricerca dei progetti personali, la conseguente massificazione delle aspettative e la solitudine.

Leggendo Napoli Mon Amour

Questo romanzo di formazione raccogliendo questi rimandi cinematografici e culturali in una resa origine risulta molto intimo. Il tono è appunto come nei film della Nouvelle Vogue quasi quello di un diario, scritto qui da un giovane uomo che sente di essere destinato alla solitudine, ma che è ugualmente attratto dalla continua ricerca di qualcuno e qualcosa da amare e da significati da condividere.

“Lei, Amoresano, ha letto Tolstoj?”
“Si”
“Cosa?”
“Tutto”
“E Dostoevskij?”
“Tutto, signor La Capria”
“E Conrad?”
“Tutto. Conrad mi ha cambiato la vita”
“E allora lei ora deve solo scrivere, quello che doveva sapere, sulla scrittura e sulla natura umana, lo sa già.”

La scrittura e la lettura permettono ad Amoresano di diluire le pene e l’amarezza della solitudine attraverso la consapevolezza di essere in grado di riconoscere e apprezzare l’enormità degli stimoli che lo circondano e che sono riflessi dalla bellezza travolgente, dalla complessità suggestiva e dalla teatralità della città di Napoli. 

In questo modo il libro ci fa riflettere sul potere della letteratura nel delinearsi come polo positivo e salvifico nel contesto urbano potenzialmente alienante delle città contemporanee.   

Ci è piaciuto molto. NNEditore non ci delude mai! 

Voi lo avete già letto? 

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