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Moon Palace scritto nel 1989 e ambientato fra Manhattan e diverse zone degli Stati Uniti inizia nell’estate del 1969 quando l’uomo mette piede per la prima volta sulla luna. Racconta la vita di Marco Stanley Fogg. Fogg, proprio come il Phileas Fogg di Il giro del mondo in 80 giorni. Citando Julius Verne e contestualizzando con il primo allunaggio, Auster ci introduce subito in un’atmosfera emozionale e intellettuale fatta di esplorazione, viaggio e ricerca. 

Marco Stanley Fogg

Il protagonista è un ragazzo orfano nato negli anni 60’ e di quell’epoca egli incarna in modo istintuale tutti i valori e le contraddizioni. Fin da principio si presenta come un avventuriero dell’anima alla ricerca delle chiavi di lettura per decifrare il suo passato. Si trova poi a scoprire che queste potrebbero non riguardare soltanto la scoperta e l’elaborazione di quegli eventi specifici con cui la vita ci ha scalfito.

Piuttosto, si tratterebbe di giugere alla salda consapevolezza delle emozioni che in quelle occasioni ci hanno salvato. Comprendere non solo che esistono nello spettro emotivo generale ma che hanno recitato una parte fondamentale nella nostra esperienza individuale può fare la differenza e aiutare ad avere una visione più ampia.

Un viaggio di ricerca

“Mi ero buttato nel burrone, ma poi all’ultimissimo momento, qualcosa si era proteso a fermarmi a mezz’aria. E’ proprio questo qualcosa che definisco amore. L’unica cosa che può fermare la caduta di un uomo. L’unica cosa che abbia in sé la forza di negare le leggi di gravità.” 

La scrittura di Auster, come sempre anche in Moon Palace è diretta e incisiva, e sa scandagliare nevrosi e angosce dell’uomo contemporaneo e descrivere la solitudine moderna, in un mondo indecifrabile e dominato dal caso. La storia di Marco Stanley Fogg si ricollega quindi all’universo tematico caro a Auster.

Propone infatti una narrazione che affronta la perdita dei padri e di punti di riferimento, la ricerca di indentità, il sottile confine letterario fra racconto e resoconto, vita e finzione, il focus verso la catarsi e la crisi date da quei momenti in cui riusciamo e abbiamo il coraggio di guardare la vita per quello che è. E la vediamo rivelarsi in tutto il suo fascino brutale, fatto di verità, rimpianti ma forse spesso anche di rinnovata voglia di cercare significato. 

Leggendo Moon Palace

Leggere Moon Palace si è rivelata un’esperienza molto particolare anche su altri fronti. Infatti questo libro propone originali incursioni nella letteratura di viaggio, di formazione e nel genere Western che fanno come da contrappunto alla gravità del tema esistenziale. Gli eventi tragici della trama assumono a tratti quasi sfumature ironiche; giocano con la mitologia stratificata della cultura statunitense e disegnano i confini di un viaggio spaziale e temporale.

Ci troviamo cosi ad attraversare paesaggi creati dai grattacieli di Manhattan, dagli sconfinati deserti dello Utah, fino alla frontiera dell’Oceano Pacifico, in compagnia di una galleria di personaggi eccentrici ed emblematici che coprono l’arco di tre generazioni e che sono costruiti dall’autore con la sua rara capacità immaginativa fatta di parole di memoria, ricerca, amore, dolore, destino e coincidenze

Una piccola perla dal genio di Auster che ci siamo portate a casa curiosando tra i libri usati della LibrOsteria di Milano. Voi amate questo autore? Quali sono i vostri titoli preferiti? 

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