Giorgio De Chirico, Memorie della mia vita.

Siamo di recente andate a vedere la mostra di uno dei pittori più celebrati e controversi del XX secolo: Giorgio De Chirico nato a Volo nel 1888 e morto a Roma nel 1978. La mostra è prodotta da Electa e Marsilio e sarà al Palazzo Reale di Milano fino al 19 Gennaio 2020. Ci è molto piaciuta, ma anche quando si tratta di dedicare un pomeriggio alle arti figurative non riusciamo a stare lontano dai libri. Ecco cosa ci siamo portate a casa: Memorie della mia vita, l’autobiografia di De Chirico edita La Nave di Teseo.

L’opera ripercorre tutta la sua vita e la sua arte fornendo così anche un compendio dei grandi mutamenti del XX Secolo. È divisa in due parti: nella prima De Chirico ci parla della sua adolescenza e giovinezza fino al 1945, anno della prima pubblicazione di queste Memorie. Nella seconda, datata 1960, riprende il racconto da tredici anni prima fino agli anni della maturità e senilità. Alla fine poi, tramite un saggio, De Chirico ci parla della tecnica pittorica, svelandoci i segreti di quest’arte meravigliosa. 

Ci piace sempre leggere le autobiografie degli artisti che amiamo. Qui De Chirico non solo ci rivela gli eventi della sua vita ma ci dà anche degli elementi per decifrare la sua opera. Abbiamo amato in particolare il modo in cui ci parla della genesi delle sue Piazze d’Italia. Osservando i suoi quadri spesso si è posti difronte a un particolare straniamento, qualcosa di intenso, allo stesso tempo piacevole e inquietante e per questo difficile da codificare. Qui prova a spiegarlo con semplicità.

Ci racconta di come la luce tipica di certi pomeriggi d’autunno che definisce l’atmosfera morale di alcune città italiane possa divenire lo specchio attraverso cui si riflettono e rifrangono i concetti più audaci del pensiero filosofico novecentesco e come questi possano fornire la chiave di lettura per comprendere i misteri della sua poetica metafisica. Consigliamo questo testo agli amanti della pittura ma anche a chiunque sia attratto dal pensiero avanguardista del primo novecento e dai mutamenti estetici che ne sono seguiti. 

Voi amate le autobiografie, quali ci consigliate?  

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