Martedì poetici: Lawrence Ferlinghetti. A Coney Island of the Mind

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Non come Dante
che scopre una commedia
su per le falde del regno dei cieli
io dipingerei un diverso
Paradiso
in cui la gente sarebbe nuda
com’è sempre
in scene del genere
perché vuole essere
un ritratto delle anime
ma senza angeli apprensivi a dir loro
di come il regno dei cieli sia
il ritratto perfetto di
una monarchia
e senza roghi che divampano
nelle fosse infernali giù di sotto
in cui può darsi che io abbia messo piede
e nemmeno altari nel firmamento se non
fontane di fantasia 

Lawrence Ferlinghetti, A Coney Island of the Mind /13,  1955
versione originale qui

Oggi il nostro martedì poetico è dedicato al grande poeta statunitense di origini italiane Lawrence Ferlinghetti e in particolare alla sua famosa raccolta poetica A Coney Island of the Mind. Tradotta in nove lingue e tra le più lette del Novecento. Un’opera il cui titolo è ripreso liberamente da Into the Night Life di Henry Miller e che nelle intenzioni del poeta vuole rappresentare un luna park, un circo dell’anima. Riportiamo la poesia numero 13 tradotta da Damiano Abeni e Moira Egan nell’edizione di Minimum Fax con testo originale a fronte.

Questa edizione pubblicata per la prima volta nel 2011 e ancora nel 2018 contiene anche una selezione di poesie dalla sua prima raccolta Picture of the Gone World (1955), i suoi Oral Messages – poesie concepite per essere lette sulle note di musica jazz – e un dettagliato profilo bio-bibliografico che ci ha guidato nel ripercorrere la sua vita.

Origini

Lawrence Ferlinghetti nasce il 24 marzo 1919  a New York ed è figlio di Clemence Albertine Mendes-Monsanto di Providence, Rhode Island di origini francesi, danesi e portoghesi-sefardite e di Carlo Leopoldo Ferlinghetti, un emigrante italiano proveniente da Brescia che aveva americanizzato il suo nome in Charles Ferling e che muore prima della nascita di Lawrence.

Con la morte del padre inizia un periodo difficile caratterizzato dal ricovero psichiatrico della madre, l’affido a una zia con cui si sposta più volte alla ricerca di lavoro e solo infine l’affidamento presso una buona e benestante famiglia di New York che gli permetterà di conseguire la laurea in giornalismo. 

Diventando Ferlinghetti poeta

Dopo Pearl Harbour decide di arruolarsi e lì scopre che il suo cognome in realtà è Ferlinghetti e lo adotterà sempre da quel momento. A seguire va a Parigi per un dottorato alla Sorbona e lì ha occasione di viaggiare molto e conoscere George Whitman – che fonderà da li a poco la libreria parigina Shakespeare and Co.  cosi chiamata in onore di quella di Sylvia Beach – e Kenneth Rexroth uno dei principali protagonisti della San Francisco Renaissence.

Dopo aver discusso il dottorato con una tesi sulla città come soggetto politico torna negli Stati Uniti con la futura moglie Selden Kirby-Smith e si stabilisce a San Francisco dove si guadagna da vivere insegnando francese e scrivendo di letteratura e arte. 

City Lights una casa editrice per poeti

Nel 1953 con Pete D. Martin, direttore della rivista City Lights fonda la libreria City Lights Bookstore che si trova ancora oggi nella città californiana a Chinatown sul confine con il quartiere italiano di North Beach. Dalla sua nascita la libreria sostiene la pubblicazione di libri di stampo pacifista e libertario con una particolare attenzione per la poesia diventando cosi in breve tempo il punto di riferimento della comunità controculturale di San Francisco. Nel 1955 Lawrence decide di affiancare alla libreria una casa editrice e inaugurare la serie Pocket Poet Series con la sua prima raccolta di poesie, Picture from the Gone World.

A Coney Island of the Mind e le altre raccolte poetiche

Nel 1958 pubblica A Coney Island of the Mind che definisce la sua poetica matura. I versi qui riescono a emulare il ritmo della lingua parlata in una osservazione lirica della realtà. Una poesia capace di affrontare con ironia i temi trattati dando spazio all’esaltazione dell’arte e dell’eros con un approccio anarchico alla politica e ai temi sociali. I versi sono ricchi di invenzioni linguistiche, di umori, esperienze, passioni, speranze e ritraggono quasi visivamente immagini legate a un quotidiano rivisto alla luce della ricerca di sé e di significato.

Nel 1956 pubblicherà poi la raccolta del poeta beat Allen Ginsberg, Howl and Other Poems, per la quale verrà arrestato con l’accusa di distribuzione di materiale osceno. Una volta assolto, il catalogo della sua casa editrice City Lights andrà a raccogliere molte delle opere dei poeti beat come Denise Levertov, Gregory Corso, Nicanor Parla e Ginsberg naturalmente. 

Negli anni a seguire pubblica il romanzo Her, la terza raccolta di poesie Starting from San Francisco che riflette il suo crescente impegno politico e la successiva The Secret Meanings of Life che segna invece un ritorno verso le prime tematiche.

Negli anni settanta viaggia molto e continuerà per tutta la vita una attività artistica prolifica come scrittore, editore e pittore ricevendo numerosi riconoscimenti. Nel 2011 ha collaborato alle celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità Italiana con l’invio di due poesie che sono state la fonte d’ispirazione per numerosi artisti nella grande mostra Lawrence Ferlinghetti e i 150 anni dell’Unità d’Italia. 

Leggendo A Coney Island of the Mind

Abbiamo scelto questo poeta e la sua raccolta A Coney Island of the Mind perché la lettura e rilettura della sua opera e in particolare di alcune sue poesie come quella citata ci commuove sempre. Qui i suoi versi richiamano il grandioso universo dantesco per superarlo con l’immagine di una destinazione ideale che spazi al di là delle gerarchie e sia fatta solo di fontane di fantasia.

Questi versi ci sembrano coronare e sublimare  l’essenza stessa dell’anima beat che nata e sviluppatesi negli anni cinquanta in ambienti circoscritti, con il suo spirito di ribellione, di contrapposizione, di ritmo ci ricorda lo spirito d’avventura, di evoluzione e di trasformazione proprio delle cose che nascono, crescono e si sviluppano.

Così come il jazz i versi di A Coney Island of the Mind hanno un’anima che riesce a  accogliere vaste aree semantiche ed esperienziali riuscendo cosi ad avvicinarci nella condivisione di quei momenti della vita in cui la mente sente l’esigenza di correre libera alla scoperta di se stessa, libera da pregiudizi, costrizioni e capace di affrontare tutti i rischi e le incognite che un tale viaggio può comportare. 

Leggendo queste poesie sembra così di perdersi in un lungo viaggio attraverso luoghi sconosciuti a seguito del quale, dopo aver condotto tutto quello che si pensava di essere al di là della propria comfort zone, ci si accorge della vastità del proprio mondo interiore e in quella scoperta la ragione stessa per affrontare un ritorno e una nuova idea di casa.   

2 Replies to “Martedì poetici: Lawrence Ferlinghetti. A Coney Island of the Mind”

  1. Super interessante :). Confesso di essere piuttosto ignorante quando si tratta di poesia. Per fortuna questi splendidi martedì poetici mi aiuteranno a colmare qualche colpevole lacuna. Grazie per questa splendida iniziativa e buone letture!

    1. Grazie mille! anche per noi, oltre a essere un modo per approfondire i poeti che amiamo, è un momento per esplorare nuovi orizzonti e personalità letterarie. Fa molto piacere che trovi l’iniziativa interessante. Buone letture anche a te!

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