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Quella notte guardavo la luna.
Sì ero alla finestra
e la guardavo
poi ho lasciato la finestra
mi sono spogliato
mi sono messo a letto
e subito la camera si è fatta molto chiara:
la luna era entrata.
Sì avevo lasciata aperta la finestra
e la luna era entrata.
Era proprio là quella notte là nella mia camera
e brillava.
Avrei potuto parlarle.
Avrei potuto toccarla.
Ma non ho fatto nulla
l’ho soltanto guardata
sembrava calma e felice
avevo voglia di accarezzarla,
ma non sapevo che pesci pigliare.
Restavo là… senza muovermi.
Lei mi guardava
brillava
e sorrideva.
Allora mi sono addormentato
e quando mi sono risvegliato
era già l’indomani mattina
e c’era soltanto il sole
sopra le case.

Jacques Prévert, La luna e la notte
versione originale qui

Oggi dedichiamo il nostro martedì poetico #acompassforpoetry al grande poeta francese Jacques Prévert e in particolare alla sua raccolta poetica Le foglie morte. L’edizione che abbiamo scelto e che vedete in fotografia è pubblicata per la prima volta nel 1981 da Guada Editore e contiene la versione originale delle poesie, la traduzione e un’introduzione curata da Maurizio Cucchi.

La raccolta Le foglie morte 

Si tratta di una selezione più o meno arbitraria, ma nell’insieme organica, delle trecento pagine della raccolta postuma di PrévertSoleil de NuitLa raccolta Le foglie morte ripropone e sintetizza alcuni dei tratti maggiori che definiscono l’opera del poeta francese. Raccoglie poesie, canzoni, scritti poetici e testi dedicati ad altri artisti come Shakespeare, Mirò o Picasso. In questo modo questo il libro rende un ritratto di Prevért che riflette non solo il suo essere poeta ma anche il suo essere uomo, con tutte le sue passioni, i suoi desideri, le sue stravaganze e le sue contraddizioni.

Inoltre raccogliendo le diverse forme, apparentemente incongrue ma che si rivelano armoniche, in cui il suo estro si è manifestato nell’arco della sua vita, questo libro riesce a presentare un’immagine verosimile dei numeri interessi di Prévert e del suo creare al di fuori dei canali e delle tendenze, spaziando trasversalmente fra linguaggi e codici espressivi differenti.

Una vita per l’arte: musica, poesia, teatro e cinema.

Jacques Prevert nasce in Francia, a Neuilly-sur-Seine nel 1900. Giovanissimo conosce André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti. Presto inizia a dedicarsi al teatro e a lavorare nel cinema e nel mondo della musica; i testi delle sue prime canzoni, musicate da Joseph Kosma, verranno interpretate da cantanti famosi come Julette Grèco e Yves Montand.

Nel 1938 è a Hollywood dove continua la sua attività nel cinema e lavora al soggetto per un film del grande regista Marcel CarnèPorto delle nebbie, interpretato da Jean Gabin. La collaborazione con Carnè produrrà anche il film Mentre Parigi dorme dove Yves Montand, al suo debutto cinematografico, rende celebre la sua canzone Les feuilles mortes, (Le foglie morte) composta da Kosma.

Nel 1945 pubblica la celebre raccolta di poesia Parole. Nel 1947 sposa Janine Tricotet, da cui aveva avuto una figlia, Michèle. Tra il 1951 ed il 1955 escono altre sue raccolte e nel 1955 è pubblicata La pioggia e il bel tempo. Nel 1963 pubblica Histories et d’autres histories e nel 1972 esce la raccolta Choses et autres’ seguita nel 1976, da Arbres. Muore l’11 aprile 1977 a Parigi a causa di un cancro al polmone.

Poetica

Con la sua poesia Prévert si rivolge all’uomo di strada, all’uomo comune. In questo senso i suoi temi sono da ritenersi ispirati all’esperienza quotidiana. La sua poesia avvicina quindi a un’idea di uomo semplice in cui è facile immedesimarsi.  Anche il linguaggio è volutamente diretto e non artificioso e assume spesso il tono del parlato e le accentuazioni ironiche delle conversazioni amichevoli. La sua è una poesia pensata per essere letta e in questo senso ha una grande carica musicale e ritmica.

Nei versi che abbiamo scelto della poesia La Luna e la notte, il tema lunare e del chiaro di luna, declinato da molti poeti in chiave  romantica ed eterea, è ricondotto da Prévert a una dimensione molto più terrestre e accessibile. Non vuole descrivere paesaggi incantati, ma la concretezza di una camera da letto.

Sebbene immerso fra simboli e richiami, il protagonista non è trasportato verso una dimensione onirica ma anzi riconosce la difficoltà di comprendere e fruire di quell’esperienza nella sua interezza e non sapendo bene “che pesci pigliare” e si addormenta. La conclusione ironica della poesia sottolinea il tono scherzoso e famigliare di cui parlavamo e con cui Prévert riesce ad avvicinare l’esperienza poetica a quelle più comuni.

Leggendo Jacques Prévert

Leggere le poesie di Jacques Prévert è un po’ come trovarsi all’interno di un film surrealista, o meglio un film del realismo poetico, quella corrente che si sviluppa in Francia dagli anni Trenta e a cui il poeta francese prenderà parte collaborando come sceneggiatore con uno dei suoi maggiori maestri, il regista francese Marcel Carné.

Leggendo i suoi versi ci sembra di essere circondati da simboli e richiami che sanno smuovere e collegarci a un mondo altro, che si intravede senza mai definirsi nella sua totalità. Ma allo stesso tempo sembra di vivere un’esperienza quotidiana e accessibile perché non si sente artificiosità.

Concetti che ritornano spesso nei suoi versi, come l’amore salvifico e il richiamo alla libertà sono trattati con un tono scanzonato e una semplicità espressiva che è stata anche interpretata da alcuni lettori come banalità. Per noi invece la forma e il tono delle sue poesie è qualcosa che, a seguito di attenta lettura, rivela ragionamenti profondi e una partecipazione e interpretazione molto acuta del mondo e della vita.

Voi avete letto le sue poesie o visto i film tratti dalle sue sceneggiature?

Foto poetiche! vi ricordiamo che se come noi, oltre ad amare letteratura e poesia, amate anche la fotografia abbiamo creato uno spazio apposito su Instagram con l’hash tag #acompassforpoetry per condividere foto poetiche perché amiamo scattarne ma anche vedere le vostre e conoscere i vostri poeti del cuore. Trovate tutte le info nei contenuti in evidenza sul nostro profilo Instagram @acompassforbooks.

2 Replies to “Martedì poetici: Jacques Prévert”

    1. Grazie fa piacere che anche tu lo apprezzi, non è stato facile decidere quali poesie approfondire e alla fine abbiamo scelto questa raccolta perché contiene una buona selezione anche se tutta la sua produzione è come dici indimenticabile.

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