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[…] Aprii la finestra: ed allora con strepito d’ali
Entrò nella stanza un maestoso corvo dei sacrali giorni d’un tempo;
Non fece alcun cenno d’ossequio, non un attimo s’arrestò o indugiò;
Ma con portamento d’un gran signore o di dama si posò sulla mia porta –
Si posò sul busto d’una Minerva, sopra la porta della mia stanza –
Lassù si posò e nulla più. 

Inducendo allora quest’uccello d’ebano un po’ al sorriso i miei tristi pensieri,
Con il grave e severo contegno che si dava,
“Per quanto”, io dissi, “ la tua cresta sia rasa e tagliata,
Tu non sei certo né vile né spregevole,
orrido, cupo e antico corvo, qui giunto dalle rive della Notte;
Dimmi qual nobile nome è il tuo sulle plutonie rive della Notte!”
Disse il corvo: “Mai più”. […] 

Da “Il Corvo” – Edgar Allan Poe
versione integrale  
qui
versione originale “The Raven” qui

Ispirati dagli umori autunnali di fine Ottobre e dall’imminente festa di Halloween abbiamo pensato di dedicare il nostro martedì poetico a Edgar Allan Poe che, benché noto maggiormente per le sue opere in prosa fu anche poeta, anzi iniziò a scrivere proprio dalla poesia rivelando fin da principio un talento fuori dal comune, che però venne riconosciuto a pieno solo dopo la sua morte, grazie sopratutto a Baudelaire.

L’edizione

Per esplorarne la personalità e la poetica abbiamo scelto questa l’edizione un po’ datata che vedete in foto della collana Mammut della Newton Compton Editori che raccoglie il romanzo Gordon Pym, tutti i suoi racconti, tutte le poesie e i saggi sulla poesia scritti nell’arco della sua vita. E’ un’edizione economica a cui siamo particolarmente affezionati perché ci ricorda che non bisogna necessariamente spendere tanto per leggere bene e perché l’abbiamo trovata qualche anno fa girovagando durante una delle nostre numerose passeggiatine presso i mercatini di libri usati e da allora è rimasta sempre con noi e la riprendiamo in mano ogni volta che ci viene voglia di leggere Poe. 

Questo grande autore non ha bisogno di presentazioni ma come di consueto con l’aiuto dell’introduzione di questa edizione scritta da Tommaso Pisanti e di Internet riportiamo qualche informazione biografica e relativa alla sua poetica per poi rivelarvi le emozioni che proviamo leggendo le sue poesie. 

Diventando Edgar Allan Poe

Edgar nasce a Boston il 19 Gennaio 1809 da due giovani attori itineranti. Fina da piccolo è esposto a drammatici distacchi e immagini di morte. Il padre infatti scompare presto senza lasciare traccia e la madre muore a causa di una malattia polmonare. Edgar con suo fratello William e la sorella Rosalie sono piccoli e vengono affidati a familiari.

Edgar finisce da i coniugi Allan a Richmond in Virginia ma presto entra in contrasto con il padre adottivo e una volta raggiunta la maggior età torna a Boston dove inizierà la vita irrequieta e errabonda che condurrà tra esaltazioni e depressioni fino alla sua morte che avviene in circostanze misteriose a Baltimora il 7 ottobre 1849.  

La poetica: l’originalità di un gotico sentire

La poesia fu per lui non un proponimento ma una passione. Fin da principio le sue sono poesie caratterizzate da varietà di intrecci strofici che rivelano l’amore verso stimoli artistici svariati come gli stilemi byroniani e la pittura di Delacroix e che si protendono già verso le ulteriori forme dei Preraffaelliti e Simbolisti esprimendosi in giochi d’immagini che donano al sentire romantico accentuazioni e tonalità originali. Il risultato è la creazione di un paesaggio poetico che si configura fra scorci onirici, stregati da bagliori fosforescenti e che definisce la particolarità del genio gotico di Poe. 

Iniziando i martedì poetici ci siamo chiesti in modo indiretto quale fosse quella caratteristica che più di altre definisse la poesia. Leggere quella di Allan Poe offre una teoria una molto affascinante a riguardo che è poi riaffermata nei suoi interessantissimi saggi sulla poesia – in particolare nei saggi Filosofia della Composizione e Il Principio Poetico.

Per Edgar il vero e legittimo territorio della poesia è la bellezza. Egli credeva che la contemplazione della bellezza fosse uno dei piaceri più esaltanti e puri. Verità intesa come appagamento dell’intelletto e passione intesa come eccitamento del cuore erano per lui mete meravigliose ma agevolmente raggiungibili tramite prosa. La bellezza invece intesa come eccitamento e allo stesso tempo elevazione dell’anima era la sola e vera essenza della poesia. 

Il tono d’altra parte non poteva secondo l’autore che essere la malinconia, l’emozione intrinsecamente legata agli effetti della reale contemplazione della bellezza. La poesia di Poe combina questi elementi in quella che è definita unità di effetto: per cui bisogna concentrare e non dilatare gli elementi che scegliamo di esprimere attraverso il componimento poetico. Ed è per questo che leggere la sua poesia si rivela sempre un’esperienza forte ed estremamente intesa che incarna, supera  e ridefinisce il concetto stesso di gotico

Leggendo la poesia di Edgar Allan Poe

Per noi leggere la poesia di Poe è come essere immersi in un affascinante e allo stesso tempo inquietante paesaggio dove l’idea di gotico assume un carattere tutto particolare perché si sviluppa in senso psicologico e metafisico.  Il gotico di Poe già nei racconti appare in tutto il suo potere suggestivo ma nella poesia ci si accorge ancora di più di quanto sia originale e geniale.

Sembra infatti fin da principio nascondere una duplice tensione narrativa che si evince già dai racconti ma che le poesie rivelano in modo ancora più palese. Il gotico di Poe, da una parte diventa uno strumento di esplorazione degli oscuri meandri psicologici e degli orrori inquietanti di una condizione contraddittoria ed enigmatica; d’altra parte cela la ricerca quasi contraria di assolutezze, bellezza, idealismo e di armonie remote e perdute.

Nelle poesie più che nella sua prosa queste tensioni sono evidenti e avvicinano lo stile e il ritmo dei suoi versi per certi aspetti ai poeti del classicismo romantico come Keats, Holderlin e Foscolo. In questo modo avviene che spesso nelle sue poesie ombre gotiche si mescolino in modo molto particolare con richiami idealizzanti illuminando il suo mondo poetico in modo duro ed evocando scenari dai forti contrasti fatti di vita e morte, luce e ombra, veglia e sogno.

Per questo amiamo spesso leggerlo e rileggerlo ci ricorda che provare sentimenti contrastanti e affrontare momenti di luce e di ombra è parte del normale sviluppo e crescita della propria esperienza individuale.

Voi cosa ne pensate, vi piace leggere Poe? apprezzate più i racconti o le poesie?

8 Replies to “Martedì Poetici: Edgar Allan Poe”

    1. Grazie, farebbe piacere conoscere le tue perplessità adoriamo gli scambi di opinioni! 🙂 Il tuo articolo è molto interessante grazie per la segnalazione che da modo di sottolineare un altro aspetto importante della poesia di Poe: la musica. Inoltre le composizioni di cui hai proposto i link nell’articolo sono meravigliose in particolare Le Campane di Rachmaninov.

    1. Da estimatore di poemi epici hai citato uno splendido esempio! 😉 Ho ripreso in mano ora questo bellissimo monologo interiore in versi in cui Poe dà voce al grande condottiero che in fin di vita si racconta tra amore e ambizione mescolando anche motivi autobiografici. Grazie per averlo citato! Riporto l’incipit perché è davvero intenso.

      “Dolce consolarsi in un’ora morente!
      Tale, padre, non è (ora) il mio tema;
      io non voglio follemente credere che potenza della Terra possa liberarmi dal peccato
      al quale un orgoglio soprannaturale mi ha trascinato:
      io non ho tempo per vaneggiare o sognare:
      voi chiamate speranza – questo fuoco del fuoco!

      Esso è soltanto agonia di un desiderio:
      se io potessi sperare – Oh! Dio! lo posso ;
      la sua fonte è più santa, più divina;
      io non vorrei chiamarti folle, vecchio,
      ma tale non è uno dei tuoi doni. […]”

      1. Bellissimo, ma anche sconcertante se si pensa che Tamerlane è opera di un quindicenne che evidentemente era già capace di vedere, della vita, meglio le ombre che le luci, di sentire profondamente il dolore per una perdita che segna l’intera esistenza. E’ proprio vero che Poe anticipa nella poesia e nella narrativa la psicanalisi, e lo fa con uno stile originalissimo, inarrivabile.
        Quello che non mi trova del tutto d’accordo nel tuo articolo è l’idea che il “gotico” sia la cifra stilistica di Poe. Secondo me ne è Indubbiamente una componente fondamentale, ma non è l’unica, e nella produzione poetica ha minor rilevanza rispetto a quella narrativa. Devo poi farti un appunto a proposito dei preraffaelliti: non furono loro a ispirare Poe, è l’esatto contrario. La Confraternita dei preraffaelliti si formò un anno prima della morte di Poe, e le loro idee e le loro opere non si affermarono al di fuori dell’Inghilterra vittoriana, anche se più tardi avrebbero influenzato (come del resto lo stesso Poe) il simbolismo.
        À bientôt 🙂

        1. Grazie mille per il tuo commento e per averci parlato delle tue perplessità. Con il riferimento ai Preraffaelliti, citando l’introduzione al testo, intendevamo notare come in Poe gli elementi romantici si protendano già verso gli sviluppi futuri di Preraffaelliti e Simbolisti ma restava in effetti un po’ confuso, grazie per averlo segnalato abbiamo provveduto a rendere il paragrafo più chiaro. Per quanto riguarda il gotico ritengo con te che non sia l’unica cifra stilistica della produzione di Poe e che sia sicuramente più evidente nella prosa. Ciò nonostante se intendiamo il gotico nella versione psicologica di Poe credo sia un elemento da non sottovalutare anche nei suoi componimenti poetici. Credo che alcuni di essi mostrino con intensità la sua capacità di rivisitare i tópoi gotici in modo molto particolare riuscendo a indagare l’orrore e lo sgomento dell’esperienza individuale quando esposta all’indagine degli abissi creati della consapevolezza della propria estinzione. A riguardo colgo l’occasione per citare il suo poema “Il Verme Conquistatore” e l’articolo a questo link https://kronstadtrevolt.com/tag/gothic-poetry/ nella speranza che possa fornire altri spunti e informazioni rilevanti oltre a quelli molto interessanti da te condivisi 🙂

  1. Ottima scelta: mi è venuta voglia di tirare giù dagli scaffali la mia edizione delle sue poesie e di rileggerne qualcuna 🙂 e già che ci sono potrei rivedermi anche “The Raven”. Buone letture e buon Halloween! Al prossimo martedì!

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