Martedi poetici. Boris Pasternak. Anch’io ho conosciuto l’amore. 1913-1956

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Spazzolato il bavero del pastrano, 
scapigliata come il torso di Beethoven 
copre come il palmo, come a dama, 
il sonno e la coscienza, e la notte, e l’amore. 

E destina la dama nera soffiata
– con una scellerata inquietudine – 
al giorno del giudizio universale 
come un cavaliere contro i pedoni. 

Ma in giardino dove esclamano fragranti
le stelle tra ghiaccio e cantina, 
soffoca il fremito di Tristano 
come l’usignolo di Isotta sulla vite. 

E i giardini, gli acquitrini, i recinti, 
e il cosmo che ribolle di bianche
grida – sono solo gradi della passione, 
accumulata dal cuore di un uomo. 

Boris Pasternak. Anch’io ho conosciuto l’amore

Oggi come ogni primo martedì del mese, per la nostra rubrica poetica mensile #acompassforpoetry vi parliamo di Boris Pasternak e della raccolta di poesie Anch’io ho conosciuto l’amore che raccoglie alcune sue liriche scritte tra il 1913 e il 1956. L’autore, noto principalmente per aver scritto Il Dottor Zivago, fu soprattutto un grande poeta. L’edizione che vedete in foto è stata pubblicata per la prima volta da Passigli Editori nel 2015. 

Pasternak nasce a Mosca nel 1890 ed è uno dei più grandi autori della letteratura russa. Il padre era pittore e la madre pianista. Nato quindi tra arte e composizione coltiva nei primi anni una forte passione per la musica ma in seguito si concentrerà prevalentemente sull’attività poetica e già nel 1914 a soli 24 anni pubblica la prima raccolta di versi, Il gemello delle nuvole a cui ne seguono diverse altre fra cui Mia sorella la vita del 1917. Intanto pubblica anche racconti come Il salvacondotto in cui mostra tutto il talento narrativo che troverà forma matura ne Il Dottor Zivago

Il Dottor Zivago 

Pur volendo parlarvi di poesia non possiamo non dire qualcosa di quell’opera magnifica e dalla genesi così travagliata che è Il Dottor Zivago. Il lavoro di scrittura infatti si svolge in modo clandestino e alla fine è censurato dall’allora Unione Sovietica e pubblicato per la prima volta in anteprima mondiale in Italia da Feltrinelli nel novembre del 1957 e in seguito in altri paesi ma non nel suo. L’anno seguente Pasternak è insignito del premio Nobel per la letteratura ma ciò scatena una reazione ancor più oppositiva del regime sovietico che lo obbliga a rinunciarvici. 

Da allora egli trascorre il resto dei suoi giorni senza poter ritirare il premio e perseguitato. Muore poi in povertà a Peredelkino, nei dintorni moscoviti, nel 1960. In seguito dal romanzo de Il Dottor Zivago sarà tratto il film omonimo (1965) con Omar Sharif che avrà grandissimo successo. Il romanzo sarà così finalmente pubblicato in Unione Sovietica nel 1988, nel periodo di riforma promosso da Gorbačëv, e sarà soltanto nel 1989 che il figlio dell’autore Evgenij si recherà in Svezia per ritirare il premio dato al padre 31 anni prima. 

Leggendo Anch’io ho conosciuto l’amore 

La raccolta di poesie Anch’io ho conosciuto l’amore ci è molto piaciuta perché dà risalto al tema amoroso che è fondamentale nell’opera di Pasternak ed è accompagnata da un’introduzione di Marilena Rea che delinea in modo chiaro e accessibile i tratti fondamentali della personalità dell’autore come uomo e come poeta. Questo libro, oltre a raccogliere bellissime poesie, ci mostra come il tema amoroso venga sviluppato da Pasternak sempre in un modo molto originale: trascendendo l’esperienza amorosa strettamente intesa per andare a raccogliere e includervi emozioni che fanno parte di tutto lo spettro dell’esperienza umana. 

L’amore in queste liriche incarna gli umori della terra, della natura e li riflette in immagini intime e allo stesso tempo universali creando un ponte fondamentale tra la coscienza individuale e l’incontenibile potenza di ciò che la circonda e tenta di contenerla. Queste sono le intense sensazioni che ci ha comunicato questa preziosa raccolta di versi e in particolare, fra le altre, la poesia che abbiamo condiviso. I suoi versi ci hanno parlato dell’amore come creatività e del modo profondo e allo stesso tempo soave in cui possiamo averne coscienza e sentirlo dissolversi in tutto ciò che è intorno a noi per poi da tutto ciò che è intorno a noi vederlo riemergere. 

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