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Maestoso è l’abbandono è il primo libro di Sara Gamberini, pubblicato da Hacca Edizioni a marzo 2018. Ci è piaciuto davvero moltissimo. Ci ha commosso profondamente oltre che incantato con una prosa incredibilmente originale. Un flusso di coscienza che rende la trama eterea, donandole l’intimità delicata dei sussurri e la potenza travolgente dell’onestà emotiva. Il tema che l’autrice decide di affrontare con la sua opera prima non è di facile trattazione: l’abbandono e il suo tradursi in comportamenti disadattivi, le cui origini e conseguenze dicono tanto sulla sensibilità e la capacità di funzionare di una persona. 

Il complesso concetto di abbandono, amaro e implacabile, è stato ampiamente esplorato in arte e letteratura ed è quindi un argomento non facile da sviluppare in modo originale: eppure la Gamberini riesce benissimo in questa impresa.

La maestosità dell’abbandono

Come la corona è un simbolo che nobilita l’umano, così questo libro riesce a fare con l’idea di abbandono, rendendola maestosa. Guardando oltre il suo aspetto clinico-patologico questo romanzo arriva a sublimarne il senso. Ci mostra come l’elaborazione del trauma che ne ha originato la manifestazione possa evidenziare uno dei lati più teneramente umani e dignitosi dell’esperienza individuale: l’idea di presenza, la capacità di guardare la vita in faccia e spezzarne i circoli viziosi, le catene del passato che ci portiamo dentro. 

“Mi sono versata un bicchiere di campari di prima mattina, poi molti altri. Sognavo di abbandonare una bambina nella culla, non mi accorgevo che stava piangendo, dimenticavo di darle da mangiare, uscivo di casa lasciandola sola. Tornavo dopo ore e lei continuava ad amarmi. Un sogno patetico e però commuovente, ho pensato nel dormiveglia”

L’idea che la capacità di funzionare stia nell’essere presenti, a sé stessi e agli altri, qualunque sia il passato che abbiamo dovuto affrontare rende leggero nel senso di Calvino e allo stesso tempo dinamico lo sviluppo di un tema così grave come l’abbandono. La presenza come attitudine antitetica ad esso, che sia subìto o perpetrato, rappresenta la vera resilienza, la capacità di rispondere sempre e comunque alle storture della vita con soluzioni creative e fantasiose; la capacità di vedere oltre le categorie restrittive di sanità e malattia mentale. 

Patologia e mal de vivre

Così anche il disturbo di personalità che sul piano teorico indica un disagio mentale con manifestazioni di pensiero e di comportamento disadattivi, acquista una valenza semantica che supera l’aspetto prettamente clinico verso dimensioni di senso più ontologico. Cosa significa veramente dover affrontare una sofferenza o una fragilità psichica? Perché si manifestano? Sono legate alle nostre origini? Cosa si prova ad avere un genitore narcisista? Quali sono le influenze che questo modo di essere irradia su chi ne è esposto? Doppio legame, senso di abbandono e dipendenze. Ma chi può veramente conoscere il confine fra disfunzionalità e semplice disillusione? Patologia e mal de vivre

“C’è stato un tempo, mi dicevano i sogni, in cui per arginare il male del mondo sei dovuta diventare una sabotatrice.”

Una prosa coinvolgente 

Questo libro non tenta di rispondere all’enormità di tali quesiti in modo diretto, ma li esplora su un piano narrativo, raccontandoci in modo molto particolare il senso dell’abbandono e le dipendenze disfunzionali di cui figli e genitori non sono sempre consapevoli. Ci racconta la storia della protagonista, attraverso le sue stesse parole, con grande profondità, sensibilità e intuito, con un linguaggio intenso, elegante, sempre composto che a tratti richiama quello lirico della poesia.

Queste caratteristiche stilistiche rendono il testo molto scorrevole e, per noi, è stata una di quelle storie che si legge tutta d’un fiato. Non riuscivamo quasi a fermarci: ci ha ricordato, in questo senso, la prosa di James Joyce, Italo Svevo o Virginia Woolf ma rispetto a questi autori, oltre a tutte le differenze del caso, quella di Maestoso è l’abbandono resta una prosa più accessibile e diretta. Qui il lettore viene talmente aggancianto e rapito dal tono emotivamente onesto di quella che sembra essere un’intima confessione che quasi non riesce, non osa, interromperne il ritmo e la progressione.  

Leggendo Maestoso è l’abbandono 

Aprendo questo libro e cominciando la lettura, si ha la forte impressione di entrare immediatamente in connessione reale e profonda con l’anima e il cuore di una persona: le sue passioni, i suoi desideri, il suo disagio, le sue paure, le sue ragioni e le sue irrazionalità. Tutto è raccontato con calma e lucidità. La protagonista ci parla di quelli che comunemente sono considerati momenti emotivi alterati, follia o malattia in modo diverso presentandoceli piuttosto come sfaccettature della sua personalità. Così spesso procedendo nella lettura ci si chiede per quali ragioni si debba chiamare malattia un comportamento che, nel bene e nel male, è diventato parte di noi.

L’idea stessa di cura è presentata nella sua ambiguità fornendoci moltissimi spunti di riflessione, psicologici e soprattutto filosofici. Infatti, si potrebbe definire questo un romanzo psicologico, ma la sua struttura e il suo stile restano troppo indefiniti e quasi onnicomprensivi perché possa avere una collocazione precisa e definitiva. Anche la parte epistolare che rivela, commuove e dona ritmo alla struttura del testo, contribuisce a rendere quest’opera originale dal punto di vista di genere e stile narrativo. La sensazione, a lettura ultimata, è quella di aver appena attraversato un mare denso d’intense parole, un prosa davvero unica: potente come un segreto, intima come un sussurro, lirica come poesia.

La sua particolarità rende non facile l’impresa di descrivere in modo puntuale le emozioni provate durante la lettura. Ci abbiamo provato comunque ma ora non ci resta che consigliarvi di leggerlo in prima persona, assaporandone ogni parola. 

4 Replies to “Maestoso è l’abbandono. Sara Gamberini. 2018”

    1. È molto interessante e anche molto intenso: affronta temi forti ad alto impatto emotivo ed è scritto davvero bene, a noi è piaciuto molto. Se ti interessano i temi toccati della recensione crediamo che lo amerai anche tu. Lo consigliamo con entusiasmo: al di là dei gusti personali è uno di quei libri che non può lasciare indifferenti. Facci sapere, buona lettura!

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