L’ora del mondo. Matteo Meschiari. 2019

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Abbiamo letto L’ora del mondo di Matteo Meschiari pubblicato quest’anno da Hacca edizioni attratte dall’elegante progetto editoriale. Il titolo, la copertina e la quarta di copertina ci hanno subito colpito per la loro coerenza estetica e capacità evocativa. É la prima volta che leggiamo questo autore che abbiamo scoperto essere anche antropologo e geografo.

Ciò dà alla sua scrittura sfumature molto originali. La quarta di copertina recita: “Tu sei la brezza che spezza la spiga. Tu rompi il cerchio dei diecimila anni di schiavitù del pane. Entri nella testa della gente. E la gente si sveglia”. 

Il rapporto uomo e natura 

Si tratta di una storia che si situa a metà strada tra la favola morale e il racconto filosofico per sviluppare un tema complesso come quello dell’antropocene in modo delicato, quasi impercettibile.
Con una prosa poetica ed essenziale l’autore riesce a scendere in profondità nell’indagine di quelle dinamiche contorte e spesso contraddittorie che caratterizzano il rapporto contemporaneo tra uomo e natura. Per riuscire in questo intento Meschiari sceglie di raccontare la sua storia usando figure e luoghi archetipici.

La tensione simbolica

L’ambientazione colloca gli eventi narrati sull’Appennino tosco-emiliano. La montagna nell’immaginario collettivo ha una forte carica simbolica. La sua altitudine separa dal reale e dà accesso a un mondo altro in grado di parlare di purezza e verità.
La protagonista è una bambina resa ribelle e ascetica dalla sua atipicità formativa; si trova alle prese con una missione misteriosa che ci parla d’iniziazione, ritualità, salvezza e sacrificio.
Le sue guide saranno dei personaggi fantastici le cui fattezze richiamano seppur in forma rivista quelle dei fauni, simboli di energia naturale. 

Leggendo L’ora del mondo 

Fra queste immagini fantastiche e simboliche si sviluppa un discorso quasi sussurrato sul passato, il presente e il futuro della relazione tra uomo e natura. Sussurrato perché come in tutte le favole allegoriche il tema centrale non è mai apertamente enunciato ma è suggerito e poi elaborato da chi vi si avvicina. 
Leggere L’ora del mondo è stata una bella esperienza. A nostro avviso però questo non è un libro per tutti i momenti perché racchiude uno di quei racconti che per essere apprezzati a pieno richiedono una presenza attiva e critica.


In questo senso è una storia molto consigliata per i lettori che amano decifrare quello che leggono o per chiunque si trovi in quei momenti caratterizzati dalla voglia di essere stimolati a usare la propria capacità immaginativa analiticamente. 

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