Libri, books, fotografia, photography, recensioni, review, bookblog, Baricco, novecento, 1900

Novecento è un monologo teatrale di Alessandro Baricco, pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1994. Scritto per essere interpretato da Eugenio Allegri con la regia di Gabriele Vacis. Lo spettacolo debutta al festival di Asti nel luglio dello stesso anno. Secondo l’autore il testo può essere definito come una via di mezzo tra “una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce.”

Secondo noi potrebbe anche essere urlato liberamente per le strade perché è uno dei racconti brevi più belli di tutti i tempi da cui, oltre allo spettacolo di Vacis, Giuseppe Tornatore ha tratto nel 1998 La leggenda del Pianista sull’Oceano, un film straordinario che sviluppa molte delle tematiche che l’opera sottende sulle note delle magnifiche musiche di Ennio Morricone. 

La musica di Danny Boodman T.D Lemon Novecento

La storia è narrata dal trombettista Tim Toone che ci racconta la vita dell’amico Danny Boodman T.D. Lemon Novecento incontrato a bordo del Virginian – una nave in rotta di crociera tra l’America e l’Europa. Il suo nome riflette gli eventi rocamboleschi che hanno caratterizzato i primi anni della sua vita, poi vissuta interamente a bordo della nave. Intorno all’inizio del secolo, egli appena nato è abbandonato in una cassa con scritto T.D. Lemon sul pianoforte della prima classe, dove viene trovato da Danny Boodman, uno dei marinai che vi presta servizio e che se ne prende cura, dandogli appunto il nome di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.

Alla morte di Danny, Novecento è ‘adottato’ dal Virginian e, un po’ per fatalità un po’ per continuità con le sue origini, inizia a suonare il pianoforte rivelando un talento fuori dal comune, non solo nell’inventare istintivamente melodie caratterizzate da virtuosismi straordinari, ma soprattutto nella capacità di interpretare, di vedere oltre l’apparenza delle cose e delle persone riuscendo a svelarne l’anima. Così la sua musica si fa portavoce e riflesso dei desideri, ambizioni, paure e sogni dei passeggeri che egli incontra sul Virginian: traducendo in note i posti che hanno visitato e quelli in cui sono diretti, i rumori, gli odori che li circondano, i ricordi della loro terra d’origine e la loro storia.

Un viaggio che avvicina 

Questo libro, come molte opere di Baricco, ci parla di quando la sensibilità cresce, fino a diventare empatia: la sua bellezza e i suoi effetti collaterali. Lo stile particolare dell’autore crea sempre qualcosa di suggestivo rendendo complessità e semplicità osmotiche e dando voce alle emozioni più profonde e ai concetti più elaborati con il tono e il ritmo coinvolgenti propri dei cantastorie. Novecento è un pianista eccellente dai sensi e la percezione evoluti ma che conserva il cuore di un bambino. Egli passa la sua vita su una nave, assorbendo i desideri e i sogni di chi dall’Europa viaggia verso l’America alla ricerca di un posto diverso dove poter realizzare una visione migliore di sé e della vita. 

Un viaggio quello verso l’America che ha sempre significato la ricerca di nuovi orizzonti dove poter avere una seconda, terza, quarta, quinta o ulteriore occasione. Un’avventura che permette nelle mente di chi lo compie di sognare da adulti così come si sogna da bambini, credendo nella possibilità del tutto e di ogni cosa, almeno per il momento del viaggio in cui, non una, ma infinite vite sembrano essere possibili. 

Circondato da tutti questi stimoli forniti dai passeggeri del Virginian Novecento subisce come una sorta di trasformazione. Un uomo sì, ma un uomo che riesce con facilità a porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, avvicinando le individualità. Così egli sembra assorbire tutte le meravigliose speranze di vita che osserva e farsi portavoce della molteplicità dei suoi risvolti, di tutte le possibilità che essa ha da offrire. Egli le osserva nei passeggeri e le fa sue, infondendole nella sua musica.  

Incantare i desideri

Eppure questa trasformazione, che lo rende quasi veggente, come tutte le magie ha un prezzo e delle regole che nel suo caso riguardano il luogo dove questi suoi “poteri” si manifestano: la nave, un’esperienza di vita circoscritta che permette alla sua sensibilità di essere contenuta in una porzione ridotta di mondo che egli riesce a gestire e metabolizzare. Ma cosa farebbe sulla terraferma? Aveva provato a scendere dalla nave una volta ma si era bloccato alla vista di una New York sterminata: 

“ma le vedevi le strade? Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voialtri laggiù a sceglierne una. A scegliere una donna. Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla…

Come un bambino a cui non è mai dato di apprendere la necessità di compiere delle scelte, la sua mente è sempre stata lasciata fin dalla nascita libera di osservare e vivere la vita facendo solo scelte d’istinto legate alla musica che più che selezionare accoglie e ingloba. Il pianoforte, la nave sono i confini entro cui egli può vivere nell’unico modo che conosce cioè connettendosi con le persone che lo circondano al punto di realizzare, celebrandone le speranze, i suoi desideri e farli vivere al di là delle scelte che possono annullarne le potenzialità infinite. 

“Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. È genio, quello. È geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto.”

Leggendo Novecento  

Questa è una storia semplice e meravigliosa che ci parla della capacità di ascoltare e sentire le persone che ci circondano, quelle che conosciamo ma anche quelle sconosciute, accoglierle e vederle come se fossero una parte di noi. Una storia che ci parla dei limiti dell’esperienza individuale e della difficoltà di operare le scelte che spesso la vita ci propone. La paura di scegliere che sovente si traduce in paralisi e incapacità di finire ciò che si è iniziato. 

Ma qui, quella stessa paura sa trasformarsi in dedizione all’arte, alla musica allo spirito umanista che sa riconoscere la bellezza nella relazione che si instaura quando le persone condividono sogni, speranze e illusioni. Quando si crea un qualcosa di straordinario, come se niente di male lì potesse insinuarsi e spezzare quella magia. Cosi è leggere Novecento. Una storia che ti lascia un sentimento di gioia e speranza nei confronti del mondo, delle persone e del potere rigenerante delle buone storie.  

Lo avete letto? Avete visto la rappresentazione teatrale o il film? (qui sotto una scena) 

da La leggenda del Pianista sull’Oceano, diretto da Giuseppe Tornatore nel 1998 con Tim Roth nei panni di Novecento

15 Replies to “Novecento. The Legend of 1900. Alessandro Baricco, 1994”

  1. Ho visto il film e ho letto una trasposizione in fumetto con personaggi Disney. Mi sono ripromessa di leggere anche il libro appena ne avrò l’occasione. Bellissima recensione. 🙂

    1. Grazie mille! È un libro breve circa 60 pagine ma racchiude tanto! Buona lettura per quando ti capiterà di leggerlo! 🙂

  2. che bello questo libro! e la vostra recensione! devo dire che ho amato anche la versione cinematografica. Di solito non vado pazza per i film tratti da libri, ma non in questo caso. L’ho visto parecchio tempo fa e ricordo ancora alcune scene con la pelle d’oca forse anche per la musica.

  3. Ho amato il film (Tim Roth superbo) che mi ha spinta a leggere il libro e ho anche il numero di Topolino con l’adattamento a fumetti citato da Moniquenamie. Splendida recensione (specialmente la riflessione sulla paura e lo spirito umanista), corredata da uno scatto suggestivo.

💬

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: