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La figlia femmina è un romanzo del 2017 scritto da Anna Giurickovic Dato, edito da Fazi Editore. La giovane scrittrice è nata a Catania nel 1989 e vive a Roma. Ha scritto precedentemente racconti e questo è il suo primo romanzo.

È un’opera dura che racconta una storia difficile. L’argomento trattato è pesante, ma lo stile riesce a essere leggero e a descrivere le emozioni con una intensità tale che sembra di poterle toccare.

«E lo sai, Maria, perché il tamburo è lo strumento più antico del mondo? (…) Perché il ritmo nasce prima dalla musica. Tam tam tam, è molto più di una semplice musica. Non è un passatempo, un divertimento, un’arte. Il ritmo è una necessità».
«Una necessità?»
«Ogni essere umano cerca un ritmo in ogni cosa, la routine è un ritmo, la tradizione è un ritmo. L’impellenza di ogni uomo, anche di quello più antico…».

I protagonisti di questa storia Giorgio, Silvia e la piccola Maria, sono dipinti con una tale umanità che la lettura si trasforma in vita vera. Tra Rabat e Roma, seguiamo una storia famigliare ambigua, fatta di segreti, sofferenze e incomprensioni, in cui a tratti si ha l’impressione che la vittima diventi carnefice e il carnefice vittima.

Il lettore si trova confuso davanti all’ambiguità e l’ambivalenza delle emozioni sollevate dalla lettura e preannunciate dalla la copertina del libro. Questa riporta il bellissimo e controverso quadro Thérèse rêvant (Teresa sogna) del pittore francese di origini polacche Balthus. Il quadro è stato di recente al centro di alcune polemiche durante la sua esposizione al Met di New York.  Ritrae la figlia di una cameriera mentre dorme e sogna in una posizione che rende il punto di vista del pittore ambiguo e carico di rimandi sessuali.

La scelta della copertina ricalca appunto il tono e le intenzioni di questo libro che vuole trascinare il lettore nelle profonde viscere dell’animo umano senza preoccuparsi di filtrarne o alterarne i lati più spigolosi e perturbanti nella convinzione probabilmente che scopo dell’arte sia anche quello di colpire la sensibilità dei fruitori per sensibilizzarli e farli maturare.

Le recensioni che abbiamo letto sono per la maggior parte positive, alcuni però mettono in risalto il fatto che il libro voglia puntare sul sensazionalismo con la scelta di un tema caldo e una copertina meravigliosa e controversa. A noi è piaciuto, resta comunque un libro molto particolare che andrebbe letto in un momento ponderato e che consigliamo a tutti quelli che amano le emozioni molto forti che possono anche sconvolgere e che non si spaventano di fronte ai lati oscuri dell’animo umano.

 

Voi lo avete già letto?  Cosa ne pensate di libri che affrontano temi forti, a volte brutali?

 

 

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