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Il mito Callas

Affrontare in qualsiasi contesto e forma il «mito Callas», non è impresa semplice. Del soprano si è scritto e parlato moltissimo, sia durante la sua vita, sia dopo la sua morte. Spesso, ciò che ha attirato e attira ancora oggi l’attenzione dei giornalisti, dei biografi e di tutti coloro che si lasciano ammaliare da questo incredibile personaggio, è l’aspetto privato della sua vita. Vanna Vinci, talentuosa fumettista, si confronta con la Divina con sensibilità e rispetto, regalandoci una biografia fatta di testi ponderati e splendidi disegni, che a tratti ha il respiro di un romanzo. Pubblicata da Feltrinelli ComicsIo sono Maria Callas è una graphic novel imperdibile per gli amanti del genere, ma anche per tutti quelli che, come noi, portano la Callas nel loro cuore.

La voce di una dea

Maria Callas per i melomani (ma non solo) è una vera e propria divinità: c’è stato un A.C. e un D.C., un prima e un dopo Callas, e questa è una certezza. A quarant’anni dalla sua scomparsa, il suo mito è ancora vivo e della sua vita si parla ancora con passione e interesse. Gli amori, il carattere particolare, la riservatezza, sono tutti motivi che hanno creato intorno alla Divina una sorta di alone mistico. Ciò che invece spesso passa in secondo piano, ma che in realtà è di estrema importanza, è l’aspetto prettamente artistico e interpretativo: la straordinaria capacità e attenzione con cui Maria Callas interpretò i suoi personaggi e le innovazioni che introdusse nel campo della lirica.

La critica e gli esperti, unanimemente sostengono che la voce della Callas, non era perfetta, il suo timbro venne definito tendenzialmente brutto; come qualità naturali, la sua voce non poteva essere definita bella. Ma forse parte del suo fascino risiedeva proprio nei difetti vocali, riguardanti lo smalto, il velluto, l’impasto, con i quali però riuscì ad assumere colori suoi propri, un suo particolare timbro. La sua voce era penetrante e mordente e questo faceva sì che la si sentisse benissimo dovunque. Una volta ascoltata, la voce della Callas si poteva riconoscere immediatamente; questa sua caratterizzazione vocale fu per lei un immenso vantaggio, che superò di gran lunga qualsiasi importanza tecnica. Quanto a tecnica vocale, la sua virtù essenziale, consisteva nella padronanza di una gamma di colori molto ricca e in parte nuova o rinnovata, rispetto a ciò che era in uso ai tempi.

I volti di Maria Callas

La grande rivoluzione del soprano in campo vocale e scenico, consistette principalmente nell’illuminazione totale del personaggio. Le sue interpretazioni erano sempre compiutamente drammatiche, con tutti i rischi che questo poteva comportare; a costo di emettere un suono impreciso e meno puro. La qualità più alta di questa grande artista fu quella di far vivere musicalmente e scenicamente la creatura che le veniva affidata. La sua bravura di incredibile cantante-attrice, le permetteva di calarsi profondamente nei panni dei personaggi di cui doveva esprimere l’anima.

Il suo segreto consisteva nella capacità di trasferire sul piano del lirismo inquieto le sofferenze dei suoi personaggi, «quel suo nostalgico rimpianto di paradisi perduti, quell’ ansioso dibattersi tra speranza e desolazione, tra fierezza e preghiera, tra ironia e generosità che si scioglie, infine, in un sovrumano pianto interiore», come scrisse nel 1978 il noto critico musicale Eugenio Gara. I sentimenti più disparati, tutte le tempeste del cuore, attraverso il suo canto acquistavano quella misteriosa essenza, quella sonorità emotiva e psicologica, che è poi alla base del fascino del melodramma. La Callas, amalgamando l’interpretazione vocale e quella scenica e attraverso l’uso delle sue invenzioni, creava il personaggio. Fu una delle poche attrici, rare anche nel teatro di prosa, che riuscì ad apparire fisicamente diversa a seconda del personaggio che doveva incarnare.

Leggendo Io sono Maria Callas

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da Io sono Maria Callas. Vanna Vinci. Feltrinelli Comics

Il lavoro di Vanna Vinci è un ritratto delicato e rispettoso della vita di Maria Callas, che vanta disegni meravigliosi e testi garbati. Pagina dopo pagina, diventa sempre più chiaro che dietro il lavoro della Vinci c’è un’accurata ricerca e reale comprensione di quella che è stata l’esistenza del soprano, senza però scivolare in atmosfere patetiche. Maria Callas troneggia maestosa in ogni tavola, con la sua forza, la sua bellezza e la sua inesauribile malinconia. La Divina appare come un personaggio da tragedia greca, ma allo stesso tempo non si può ignorare il suo essere a tutti gli effetti una diva. 

L’autrice ci accompagna in un vero e proprio viaggio attraverso le tappe essenziali della vita di Anna Maria Kalogeropoulos (vero nome di Maria Callas), dalla sua nascita fino alla sua prematura morte, avvenuta a Parigi il 16 settembre 1977, approfondendo il personaggio oltre alla sua figura iconica. Questo è un libro magistralmente strutturato, che riesce a farci riflettere sulla potenza dell’arte e sul talento, vissuto come benedizione e condanna. Questo è un libro che ci fa commuovere e appassionare, trasportandoci con forza in un’altra dimensione. Una delle graphic novel più belle degli ultimi anni, che consigliamo vivamente di leggere a tutti quelli che vogliono immergersi con delicatezza nell’animo di quella splendida creatura che è stata Maria Callas.

Voi amate la Callas? cosa ne pensate delle graphic novel?

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