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 Incontro d’Estate: una genesi romantica 

La genesi romantica di Incontro d’estate lo rende un viaggio intimo e avventuroso attraverso il mondo letterario di Truman Capote (New Orleans 1924 – Bel Air 1984). Il libro è infatti il primo a cui lo scrittore statunitense si dedica, ma anche uno di quelli con cui avrà un rapporto molto contrastato. Una relazione incostante fatta di amore e odio che durerà tutta la vita. Egli inizia a scriverlo molto giovane nel 1943 e continua a lavorarci per oltre un decennio. Ciò nonostante, decide di non pubblicarlo mai, dichiarando anzi a un certo punto, di averlo perfino bruciato. Alla sua morte, nel 1984, diversi studiosi cercano di reperire il testo, ma senza successo. 

Solo nel 2004 un manoscritto è scoperto accidentalmente. E’ composto da quattro quaderni scritti a inchiostro, con molte correzioni autografe di Capote. Il testo racconta la storia di Grady Mcneil ed è sempre stato fra le sue carte nella vecchia casa di Brooklyn. Poco dopo il ritrovamento, il libro è pubblicato postumo nel 2005. I curatori apportano alcune modifiche in linea con il suo stile e personalità alla scopo di rendere chiaro ciò che non lo era. 

Primi piani letterari 

Come nelle opere più note – Altre voci, altre stanze (1948), Colazione da Tiffany (1958), A Sangue Freddo (1966) – si ritrova in Incontro d’Estate quello stile audace e poetico che ha reso iconica la sua particolare scrittura. Un ritmo narrativo che dipinge con maestria e precisione l’interiorità dei personaggi che crea. Li descrive con un moto quasi cinematografico: un “effetto Vertigo” che pur tenendosi a debita distanza si avvicina e improvvisamente, quando meno ce lo aspettiamo, si lancia in primi piani spinti capaci di rilevare gli elementi fondamentali che ne definiscono pensieri ed emozioni. 

In questo modo impariamo a conoscere Grady Mcneil. Giovane, ricca e viziata, degna rappresentante di quella cultura WASP e del jet set newyorkese che Capote riesce a descrivere in tutta la sua scintillante e brutale inconsistenza. In questo senso la sua ricerca letteraria ricorda quella di F. Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby (1925) in particolare. Entrambi esplorano la mondanità descrivendola con una dinamica narrativa che, intercedendo con profonda sensibilità e nobile umanità, ne fa emergere le brutture in modo naturale. 

Grady e Clyde, a Broadway 

Attraverso Grady testarda, impetuosa e capricciosa che ci ricorda a tratti la famosa Holly Golightly di Colazione da Tiffany (1958), Capote descrive la ricerca di un equilibrio da realizzare mediante la realizzazione di un desiderio di indipendenza. Grady si costruisce un’immagine di sé arrogante e spregiudicata che la possa rendere libera dalle aspettative degli altri. Eppure lei stessa fatica a separarsi da ciò che le è richiesto di essere. Clyde Manzer, giovane veterano di guerra ebreo è il modo attraverso cui lei decide di intraprende questo percorso di emancipazione dall’immagine modana che gli altri ed ella stessa hanno di lei. Lui lavora come attendente in un parcheggio di Broadway.

Broadway è una via; ma è anche un quartiere, un’atmosfera.” Cuore del mondo teatrale americano, è conosciuta anche come The Canyon of Hero, il Canyon degli Eroi. Broadway si presenta come una delle poche vie che attraversano in modo curvilinee i blocks squadrati di Manhattan. Così richiama, nella mente dell’osservatore propenso a lasciarsi trasportare dall’immaginazione, la consistenza sinuosa e inafferrabile dei sogni e delle passioni che si fanno strada attraverso gli incroci rettilinei della ragionevolezza.

L’amore tra Grady e Clyde si presenta così. Ignora ragionamenti e valutazioni e si mostra in tutta la sua sinuosa e travolgente passione. Li conduce verso una strada strana. Strana, perché nel percorrerla entrambi stenteranno a riconoscersi, ma non possono rinunciare a farlo. Nel parcheggio dove si sono incontrati, si sono visti e amati al di là dalle proiezioni tramite cui gli altri li vedono. Ma queste si delineano con definizione crescente, proporzionale all’incapacità dei due di accoglierle e accettarle. La densità emotiva della famiglia di Clyde sembra soffocare l’individualismo di Grady, così come la paura di lei di appartenere e di mostrare tenerezza porta lui a manifestare sempre più intensamente la parte del suo essere meno incline al senso del limite. Così tendono a precipitare, sempre più velocemente, verso l’impossibilità di riconoscersi. 

Leggendo Incontro d’Estate 

Questa storia ci parla dell’amore nella diversità, della continua attrazione fra opposti: sfarzo e modestia, intellettualismo e pragmatismo, arroganza e tenerezza, attaccamento e indipendenza. Racconta del modo in cui questi estremi si possono a volte incontrare, amare nell’intimità della coppia ma infrangere in milioni di pezzi affilati al contatto con il prisma rifrangente del mondo esterno.

La stesura di questa storia ha accompagnato tutta la vita di Truman Capote registrando le sue infinite evoluzioni e i suoi continui tentativi di dare uniformità a quel prisma. Leggerla è un’esperienza di valore non solo letterario ma anche umano, perché ci parla indirettamente di lui, della sua vita vissuta controcorrente, da genio, da diverso. Un artista capace di guardare oltre le linee di confine che separano i centri e le periferie delle cose e delle persone, immaginando utopie letterarie pionieristiche capaci di identificarne legami e connessioni.

Truman Capote resta un personaggio enigmatico e controverso, voi cosa ne pensate?

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