Il Mondo Sommerso. The Drowned World. J. G. Ballard, 1962

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Il Mondo Sommerso di James Graham Ballard (Shanghai, 1930 – Shepperton, 2009) è un romanzo molto particolare dove la fantascienza incontra i concetti della psicoanalisi junghiana. Così, da genere narrativo diventa, prima un mezzo conoscitivo evoluto, poi uno strumento di introspezione psicologica, riuscendo infine a rivelare la forza prorompente degli archetipi: quegli impulsi primordiali che dominano l’inconscio e che sono in grado, a seconda dei casi, di trascinarci a fondo o condurci in superficie della nostra consapevolezza emotiva.  

J. G. Ballard è considerato uno dei maestri della fantascienza inglese degli anni Settanta. In quegli anni rivoluzionò il genere dando vita al movimento della New Wave e spostando il nucleo diegetico delle storie fantascientifiche dallo spazio esterno, outer space, allo spazio interno, inner space. Dall’esplorazione dell’universo a quella della consapevolezza dell’Io. Questo processo dà vita a una dimensione letteraria nuova caratterizzata da una forza narrativa molto potente e introspettiva da cui ancora oggi trae ispirazione parte della produzione letteraria e cinematografica del genere.

Fantascienza come mezzo conoscitivo

La fantascienza nelle mani di grandi maestri si è mostrata fin dai suoi albori uno degli strumenti di conoscenza più adatti a descrivere una società come quella moderna occidentale che continua coraggiosamente e spesso inconsapevolmente a sfidare sé stessa e i suoi limiti. I canoni del genere riescono difatti a generare in modo naturale riflessioni sociologiche e antropologiche anche molto complesse in modo vivido e coinvolgente attraverso la rappresentazione di strutture sociali distopiche. 

Esemplari sono, oltre all’opera di Robert A. Heinlein, Arthur C. Clarke e Isaac Asimov, i famosi: La macchina del tempo (The Time Machine, 1895) di H. G. Wells; 1984 di George Orwell (1949); Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953); Arancia Meccanica (Clock Orange, 1962) di Anthony Burgess; Il Pianeta delle Scimmie (La planète des singes, 1963) di Pierre Boulle, per citarne solo alcuni. 

La fantascienza come introspezione  

Con Ballard il genere sviluppa ulteriormente le sue potenzialità speculative in direzione ontologica e psicoanalitica. Bisogna tener conto infatti che prima di diventare scrittore Ballard studia medicina al King’s College di Cambridge con l’intento di diventare psichiatra. Non conclude la laurea perché dopo due anni, reso entusiasta dalla lettura dell’Ulisse di James Joyce, decide di dedicarsi alla scrittura. Ma la passione per l’analisi psicologica e la volontà di immergersi negli abissi della mente umana alla ricerca di uno “spazio interno” rivelatore lo accompagnano durante tutta la sua carriera di scrittore e caratterizzano le tensioni di fondo di molte delle sue opere. 

La ricerca e l’esplorazione di questo spazio si concretizza nelle sue prime opere: la serie di romanzi apocalittici che costituiscono la Tetralogia degli Elementi e narrano la distruzione del mondo attraverso i quattro elementi fondamentali. L’aria in Vento dal Nulla (The wind from nowhere, 1962); l’acqua in Il Mondo Sommerso, titolato nella precedente edizione italiana Deserto d’acqua (The drowned world, 1962). Il fuoco in Terra Bruciata (The burning world, 1964); e infine la terra in Foresta di Cristallo (The crystal world, 1966). Il primo romanzo della serie, Vento dal nulla, fu dallo stesso Ballard poi escluso e considerato hackwork, ossia un pezzo di routine giornalistica scritto in soli 10 giorni. 

L’acqua rivela lo spazio interno (inner space)

Il Mondo Sommerso invece è considerato dall’autore come il suo primo vero romanzo e si fa apripista per rivoluzionare i canoni del genere e definire il concetto di inner space, spazio interno. Non è un caso che sia l’acqua l’elemento che plasma questo libro. L’acqua è considerata un potente medium in molte religioni e credenze: antica, scorre dall’inizio dei tempi, lì è stata generata la vita e ne siamo immersi prima di nascere. L’acqua si fa simbolo cosi della memoria terrestre e di quella collettiva. 

E allora il mondo sommerso diventa nella mente del protagonista non un mondo antagonista, ma una realtà capace di mettere l’individuo in contatto con le sue più antiche memorie. Ne assalta la coscienza attraverso il manifestarsi di continui sogni rivelatori perché possa intraprendere quella che è definita nel testo un’ “odissea uterina” alla ricerca di quello spazio interno capace di svelare il suo passato biologico ed emozionale. 

Lo spazio interno rivela gli archetipi

“Ogni gradino che siamo riusciti a salire nella nostra scala evolutiva è una pietra miliare fatta di ricordi organici, dagli enzimi che controllano il ciclo dell’anidride carbonica all’organizzazione del plesso branchiale e dei fasci nervosi delle cellule piramidali del mesencefalo: ognuno di esse è un fedele registrazione di migliaia e migliaia di decisioni prese per fronteggiare un’improvvisa crisi chimico-fisica. Così come la psicoanalisi si prefigge di ricostruire la liberazione del materiale rimosso, così ora noi stiamo precipitando nel nostro passato archeopsichico, riscoprendo gli antichi tabù e gli istinti primordiali rimasti sopiti per migliaia di anni”

 La complessità della teoria junghiana basata sui concetti di inconscio collettivo e archetipi è presentata dal grande talento di Ballard come elemento narrativo. Impariamo a conoscerla e a capirla insieme ai personaggi mentre scoprono sulla loro pelle la potenza travolgente degli archetipi: quei modelli comportamentali primordiali che il mondo sommerso ha risvegliato e svelato. 

Leggendo Il Mondo Sommerso 

Procedendo con la lettura si ha proprio l’impressione di perdersi in qualcosa di straordinario. Si ha l’impressione di comprenderne progressivamente il mistero. Questa sensazione marca la particolarità del romanzo. Pur riferendosi alla tradizione distopica che vuole un conflitto tra individui e mondo ostile, qui i personaggi sono solo inizialmente oppositivi alle circostanze apocalittiche che li circondano ma si rendono progressivamente conto del loro valore intrinseco al punto di lottare per preservarle. 

Ballard ci accompagna lungo questo percorso di consapevolizzazione con una scrittura vivida e concreta che riesce a dare contrasto alla desolazione paesaggistica narrando le evoluzioni emotive e spirituali che derivano dalla sua contemplazione. Se amate la fantascienza e la psicologia, o anche solo la psicologia questo è il romanzo per voi. Un testo davvero profondo, una trama distopica che colpisce regalando momenti di profondo acume spirituale. 

Lo hai letto, cosa ne pensi? 

Ami la fantascienza, quali libri consiglieresti? 

7 Replies to “Il Mondo Sommerso. The Drowned World. J. G. Ballard, 1962”

  1. Adoro il libro e il genere, quando è filosofico o psicologico ancora meglio! di Ballard ho amato proprio tantissimo L’impero del sole, anche se è un altro genere. Bella recensione!

  2. Posso dire che figata? L’immagine di copertina è geniale; la recensione è geniale; Ballard è un mito (per ora ho letto solo Il condominio e L’isola di cemento). Questo libro va dritto dritto in wishlist.

    1. Grazie Benny, credo ti piacerà. Lui è davvero bravo e le tue recensioni di Il condominio e L’isola di cemento molto acute come sempre. Aspetto di sapere cosa ne penserai una volta finito. Buona lettura!

    1. più che elevato Ballard riesce a rivoluzionare i canoni del genere raccontando una storia che sa parlare di massimi sistemi in modo vivido come fa molta della buona fantascienza ancora oggi. La storia è davvero coinvolgente e sa farsi amare varrebbe la pena dargli un’occasione se ti piace il genere, magari ti stupirà 🙂

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