Viaggi nel tempo; Einaudi; Acompassforbooks; Sifi;

Le narrazioni relative ai viaggi nel tempo hanno un estremo fascino creativo, sembrano racchiudere una forza strana e magica in cui si rivela l’acuta percezione sociale che la fantascienza riesce a restituire nelle mani di grandi maestri della parola. Esplorare la quarta dimensione per evadere dal continuum spazio-temporale, potendo così visitare altre epoche storiche, pur con tutti i rischi che ciò potrebbe comportare, è sempre stata una di quelle esperienze tanto agognate da esploratori e sognatori di tutto il mondo.

I viaggi nel tempo devono forse la loro attrattiva al fatto di occupare uno spazio intermedio tra scienza e fantasia come sembra suggerire la bellissima immagine di copertina di questo libro dell’illustratore e fumettista argentino Alejandro Burdisio, detto Burda. Ma d’altra parte chi non resterebbe affascinato dalle infinite possibilità offerte dalla prospettiva di modificare errori compiuti, rivivere esperienze uniche, correggere scelte sbagliate o volgere a proprio vantaggio eventi non ancora accaduti?

La raccolta

Questa antologia pubblicata da Einaudi nel 2016 e curata da Fabrizio Farina offre una panoramica dei viaggi nel tempo presentando storie di alcune fra le voci più rappresentative della fantascienza classica e contemporanea. Nella raccolta troviamo racconti che segnano un po’ le tappe di un percorso che va dai precursori del genere come lo scrittore spagnolo Don Juan Manuel del 1200, Washington Irving (autore di Sleepy Hollow) e Edward Page Mitchell ai racconti classici di Herbert George Wells, Il nuovo acceleratore e di Edgar Allan Poe, Una discesa nel Maelström.

I racconti di Stanley G. WeinbaumWilliam Tenn, Mack Reynolds, Ray Bradbury, Arthur Clarke e Philip K. Dick rappresentano la fantascienza moderna. Tutte queste voci si mescolano, creando una rete narrativa intensa e molto stimolante fatta di orologi che corrono alla rovescia, avventurieri a caccia di T-Rex, persone che si risvegliano nel passato, chrono-detectives alla ricerca di criminali temporali.

I viaggi nel tempo

Questi racconti sono narrati con realismo scientifico e ci presentano il viaggio nel tempo come possibilità concreta. In effetti come leggiamo nell’interessante prefazione di Fabrizio Farina, a livello teorico i modi per realizzare il viaggio nel tempo potrebbero essere già stati individuati, eppure gli strumenti concreti con cui poterlo realizzare non sono mai stati raggiunti. Senza considerare tutti i rischi e paradossi spazio-temporali di una tale esplorazione, l’ostacolo più significativo sembra essere sempre stato quello dell’impossibilità di raggiungere e impiegare l’elevata quantità di energia che sarebbe necessaria per compierlo.

Forse proprio questa impossibilità ha progressivamente ampliato l’alone di fascino creativo di questo topos la cui origine risale al lontano 1659. In quell’anno, come ci racconta il curatore, si ha la comparsa in Francia della parodia del romanzo storico Epigone, historie du siècle futur di Michel De Pure. Il libro di De Pure raccoglie il pensiero galileiano e le riflessioni di Bacone. Così dà il via e ispira generazioni di scrittori e nuovi racconti sul tema dei viaggi nel tempo che condurranno nel giro di due secoli alla creazione letteraria della prima macchina del tempo.

La macchina del tempo

La prima macchina del tempo della storia della letteratura arriva prima in Francia nel 1887 con la meno nota commedia El anacronòpete del commediografo spagnolo Enrique Gaspar e poi nel 1895 in Inghilterra con la famosa Macchina del Tempo di H.G. Wells. Ed è proprio con questo grande scrittore che la fantascienza fa un balzo qualitativo diventando da genere narrativo di evasione a strumento di profonda analisi sociologica. Il viaggio nel tempo infatti si configura in Wells e dopo Wells sempre più come un mezzo per analizzare il presente, mostrando da un lato nel passato le origini delle sue contraddizioni e dall’altro nel futuro i rischi a cui scelte radicali o troppo audaci potrebbero condurre. Un modo per ottenere una prospettiva e una visione più ampie sul mondo e noi stessi.

“se ci fosse una montagna alta un migliaio di miglia e ogni mille anni un uccello la sorvolasse, limitandosi a sfiorarne la sommità con un’ala, con il trascorrere di un numero inconcepibile di eoni la montagna sarebbe completamente consumata, nonostante questo, quell’epoca immensa non sarebbe che un secondo se confrontata con l’eternità…”

Leggendo Viaggi nel tempo

In questi racconti il viaggio nel tempo è una strada misteriosa tramite cui poter ottenere una visione nuova e più ampia del mondo e di noi stessi, capace di fornire prospettive diverse rispetto a quelle che contraddistinguono l’esperienza quotidiana. L’esplorazione della quarta dimensione mentre mostra la relatività di percezioni ed esperienze individuali, riesce spesso a rispondere a grandi questione irrisolte e a restituire verità inaccessibili.

In un periodo così insolito e critico per l’essere umano e per il pianeta, leggere questa antologia sui viaggi nel tempo riesce a restituire immagini vivide che fanno riflettere sulle crisi del presente e sui legami intricati che lo legano a passato e futuro.  Sulle responsabilità future che le scelte passate comportano, su quanto ogni unità cronologica sia profondamente relativa e ogni momento reso prezioso dalla sua unicità.

Consigliata per tutti gli amanti del genere ma anche per chi vuole dargli una chance concreta esplorando i diversi stili di alcuni fra gli autori che hanno contribuito a definirne i caratteri. 

5 Replies to “Viaggi nel tempo. Bradbury, Wells, Dick, Clarke e altri. 2016”

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