Gli Inconvenienti della Vita. Peter Cameron

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Abbiamo letto Gli Inconvenienti della Vita (The Drawbacks of Living), il nuovo libro di Peter Cameron nell’edizione Adelphi 2018 con la traduzione di Giuseppina Oneto. Il testo contiene due racconti: La fine della mia vita a New York (The end of my life in New York), inclusa nell’edizione 2010 del PEN/O. Henry Prize Stories, e Dopo l’inondazione (After the flood), inclusa in Best American Short Stories (2014) a cura di Jennifer Egan.

Seguiamo questo autore da diverso tempo e abbiamo molto amato i suoi libri, in particolare Quella sera dorata (2006) e Un Giorno questo dolore ti sarà utile (2007). Questo libro riprende alcune delle sue tematiche centrali e accosta due storie molto brevi, davvero ben scritte e teneramente coinvolgenti. 

Personaggi posti al limite 

I due racconti che compongono Gli Inconvenienti della Vita ripropongono, come dicevamo, tematiche che sono centrali nella poetica dell’autore statunitense. Ritroviamo qui la grande sensibilità che ne caratterizza la prosa in relazione alla capacità di analisi dell’animo umano, delle relazioni, delle dinamiche sociali e interpersonali. In particolare, in questo libro, Peter Cameron si concentra sulla vita e i rapporti di coppia. Come spesso accade nelle sue trame ci parla di personaggi posti al limite da circostanze avverse. 

I suoi protagonisti vengono fotografati in quei terribili momenti che seguono il verificarsi di tragici eventi. Si trovano in difficili situazioni, quando la propria esperienza individuale è travolta dall’inaspettato. Quando ogni cosa, dopo essere stata costruita con cura e dedizione, va in frantumi. Allora la vita stessa sembra perdere tutto il suo significato. E, come la marea, le derive depressive rischiano di invadere il nostro animo con una forza e un impeto inarrestabili. 

La ricerca di senso 

Nonostante le sue storie analizzino spesso momenti di crisi, in ogni progetto, così come in Gli Inconvenienti della Vita, Cameron sa rivelarci tanto anche su catarsi e resilienza. Ci parla spesso indirettamente ma approfonditamente della capacità dell’individuo di ricostruire un senso di fronte all’irrazionalità e al caos semantico che segue le catastrofi personali. In questo libro, i protagonisti sono proprio due coppie che, poste di fronte a terribili circostanze, cercano di ridare senso alle proprie vite singole e condivise, per non essere completamente sopraffatti dalla sofferenza

“È molto difficile sapere da dove cominciare perché, si sa, ogni cosa è collegata all’altra, come quelle farfalle in Messico che battendo le ali scatenano un uragano in Cina.”

La sensazione, leggendo le loro storie, è quella di assistere a una quotidianità cristallizzata dal dolore: lì si muovono i personaggi che con le loro azioni e interazioni cercando di ritrovare il significato di un’esistenza andata in frantumi. Nel farlo si rivelano a noi attraverso parole e dialoghi che esprimono un’onestà emotiva commuovente. La forza della prosa di Cameron sta proprio nel riuscire a creare mosaici emotivi in cui, al di là della sofferenza, sentiamo armonie, equilibri che lasciano intravedere la speranza in noi stessi ma anche nelle relazioni che, nonostante tutto, possiamo sempre instaurare gli uni con gli altri. 

L’interesse verso il mondo dell’altro

Sebbene questi due racconti siano brevissimi alla fine di ognuno di loro abbiamo l’impressione di conoscere i protagonisti da anni. La prosa è come sempre raffinata e limpida e riesce a scandagliare la complessità dei meandri dei rapporti umani in modo sempre accessibile e diretto. Quello che ci colpisce ogni volta leggendo Cameron è l’amore, l’interesse e il rispetto verso la vita e il mondo degli altri che la sua opera riesce magistralmente a manifestare. 

L’accostamento di questi due racconti, anche dal punto di vista stilistico, accresce la sensazione di entrare e imparare a comprendere il mondo di qualcun altro. La prima storia infatti è scritta attraverso la tecnica del narratore onnisciente, mentre la seconda è raccontata direttamente da uno dei protagonisti. L’impressione è quindi quasi quella che si ottiene mediante l’uso dello zoom cinematografico: procedendo lungo la lettura ci sembra di scivolare nel punto di vista di qualcun altro, sentiamo di avvicinarci e di accedere progressivamente all’universo personale dei nostri protagonisti. 

La dimensione politica 

Siamo riusciti a partecipare all’incontro con Peter Cameron a Book Pride 2019, intervistato da Anna Lombardi di Repubblica con Federica Manzon e Giuseppina Oneto, proprio sulla genesi di Gli Inconvenienti della Vita. L’intervista è stata molto interessante. Inoltre, vedere dal vivo questo autore ha aggiunto valore al suo lavoro. Cameron parla dei suoi meravigliosi libri e della letteratura in generale con grande passione e umiltà, mostrando tutto quel rispetto e sensibilità verso il mondo e le persone che ritroviamo nella sua scrittura. Qui sotto riportiamo un breve estratto video dell’intervista in cui Anna Lombardi chiede a Peter Cameron riguardo alla dimensione politica del suo lavoro.

La risposta di Peter Cameron ci ha affascinato perché dice tanto circa la sua poetica e il lavoro intellettuale che sta dietro a questo libro. Pur non affrontando direttamente questioni politiche, le parole accurate con cui crea le sue storie lasciano sempre emergere lo stretto legame che esiste tra politica e vita personale. La dimensione politica plasma ed è definita proprio dal modo in cui decidiamo di considerare noi stessi e gli altri. 

In questo senso, la lettura e la scrittura, permettendoci di entrare a contatto con mondi diversi e quindi di capire anche molto su noi stessi, sono fondamentali. Dovrebbero essere promosse come elementi di sensibilizzazione imprescindibili per coltivare un interesse genuino verso ciò che è altro da noi, rafforzando quel senso di comunità e rispetto verso l’individuo necessario all’elaborazione di ogni politica lungimirante e saggia.  

Leggendo Gli Inconvenienti della Vita 

A fronte di queste affermazioni la scrittura di Cameron ci sembra ancora più grandiosa perché, non solo ci permette di esplorare l’animo umano, ma riesce anche a incoraggiare l’amore stesso per scrittura e lettura. In questo modo acquista la sua dimensione politica. Questo libro si legge molto in fretta sia per la brevità sia per la chiarezza e l’eleganza della prosa che sa essere allo stesso tempo estremamente curata e diretta.

In un’epoca contraddittoria come la nostra dove, mentre da un lato il mondo digitale unisce e collega, dall’altro l’indifferenza e la paura di ciò che è a noi esterno separa e divide, non risulta facile credere nella comunità e aver davvero a cuore la vita e l’esperienza dell’altro, sia esso diverso o simile a noi. Leggere storie come quelle di Peter Cameron che ci parlano in modo analitico, ma anche profondamente umano del mondo degli altri, ci avvicina ai loro universi: luoghi che non ci appartengono ma che dopo la lettura impariamo a sentire vicini e ad amare quasi come se fossero i nostri. 

Apprezzate anche voi questo autore? quali sono i vostri libri preferiti?

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