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Eleanor Oliphant is completely è diventato uno dei casi editoriali dell’anno. Primo libro di Gail Honeyman, è subito amato. Harper Collins lo pubblica nel mese di maggio 2017 nel Regno Unito. Arriva in Italia nel Maggio 2018 con Garzanti e la traduzione di Stefano Beretta, con il titolo Eleanor Oliphant sta benissimo. Tradotto in più di 30 paesi ha scalato le vette delle classifiche. Arriverà anche sul grande schermo nel 2019 in una trasposizione cinematografica prodotta da Reese Witherspoon.

Eleanor Oliphant sta benissimo: un caso editoriale

Se non capita di leggere un caso editoriale nel suo formarsi, non è poi semplice decidere di avvicinarlo. Può succedere che si crei una sorta di imbarazzo, quel sentimento che si prova a volte quando si incontra qualcuno per la prima volta. Una persona nuova, magari, amata da tutti, qualcuno che incute riverenza, soggezione e allo stesso tempo una forte attrazione. 

In questi casi una buona tattica può rivelarsi il decidere di temporeggiare un po’: mettere del tempo e dello spazio fra noi e il libro, aspettando che il fermento si calmi. Con Eleanor Oliphant sta benissimo  questa strada si è rivelata più complicata del previsto perché, a ogni angolo, ci è capitato di incontrare lettori e lettrici che ne parlavano in modo insolito: come se Eleanor fosse un’amica che non vedevano l’ora di presentarci. Abbiamo allora deciso di leggerlo e scoprire in cosa Eleanor sia tanto speciale. 

Eleanor e la mondanità 

La scrittura delicata ma vivida di Gail Honeyman e la scelta stilistica della prima persona narrante ci avvicina subito a Eleanor che, con un linguaggio forbito e preciso, descrive la realtà che la circonda attraverso il filtro delle sue emozioni. Risulta subito simpatico il suo modo di accettare la solitudine come uno stato naturale e di guardare gli esseri che riescono a sfuggirle e la mondanità in generale con continuo stupore e una sottile ironia.

Quasi come uno scienziato che analizza i moti dei corpi celesti e, pur consapevole di forze gravitazionali arcane, continua a stupirsi ammirandone il mistero, senza farsi mai sopraffare dalla paura verso le enormità dell’universo e conservando sempre un atteggiamento di rigenerante umorismo.       

L’umorismo di Eleanor 

Questo atteggiamento di stupore divertito che Eleanor condivide inizialmente soltanto con noi rappresenta la forza caratteriale che la rende speciale e così facile da amare. Uno dei motivi è proprio che lei sembra, da principio, essere davvero in grado di gestire egregiamente le sue emozioni: sicura e felice da sola Eleanor sta benissimo.

Ognuno costruisce muri per arginare i proprio demoni – o daimon come Carl Jung chiamava le spinte nascoste nelle profondità dell’individuo – muri bellissimi a volte, muri simpatici, divertenti ma sempre muri. Alla vita però non piacciono i muri e neanche tanto chi non riesce a guardare in faccia i proprio demoni. Cosi quando meno te lo aspetti ti prende per mano, più spesso ti trascina, in un luogo appartato e lì, tu, te li trovi davanti. L’umorismo nasconde un dolore profondo che si fa strada fra le pagine e che noi impariamo a conoscere e gestire progressivamente proprio insieme a Eleanor.  

Dolore

 “Il dolore è facile, il dolore mi è familiare. Mi rifugiai nella stanzetta bianca che c’è nella mia testa, quella del colore delle nuvole. Sa di cotone pulito e di coniglietto. L’aria lì è di un pallido rosa confetto e si sente una musica dolcissima. Quel giorno era Top of the World dei Carpenters. Che bella voce… ha un suono così celestiale, così colmo d’amore!”

La capacità di Eleanor di gestire il dolore è meravigliosa eppure precaria perché poggia su muri traballanti, le cui fondamenta sono costruite dall’immaginazione per proteggerla da qualcosa che non è pronta ad affrontare. È una capacità che può essere esercitata solo nella solitudine, ma non si riesce veramente a vivere tutta una vita da soli. A un certo punto è inevitabile il richiamo di quella strada che ti spinge verso gli altri. 

Resilienza 

Gail Honeyman ci racconta nell’intervista pubblicata a fine libro che il personaggio di Eleanor le ha permesso di esplorare le problematiche relazionali. La bellezza di questo libro sta nell’affrontarle con verità e ottimismo. Eleanor soffre ma reagisce e mai si abbatte. Ed è per questo che è cosi facile affezionarsi a lei. A tutti noi è capitato di fare esperienza, una volta o l’altra, nella vita della difficoltà di interagire con gli altri.

Eleanor fin da principio con la sua infanzia travagliata ma il suo sguardo acuto e le sue parole sagaci di adulta, come fosse una moderna Jane Eyre, mette in luce quanto il disagio relazionale dipenda spesso dall’incapacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici e di riuscire a fare in modo che essi non diventino armi ma strumenti per affrontare il rapporto con le persone e con gli eventi della vita in modo assertivo, equilibrato. Questa capacità è nota in psicologia come resilienza, un concetto molto complesso che leggere Eleanor ci rende accessibile, semplice e famigliare.

Leggendo Eleonor Oliphant 

Eleanor ci spiega in modo indiretto cosa vuol dire resilienza. Subire traumi e trovare autonomamente le risorse psicologiche per reagire e strutturarsi una personalità capace di vivere, zoppicando magari ma vivere. E riuscire comunque a rincorrere un sogno che possa farci tornare a correre, vederlo vividamente apparire, quasi materializzarsi e poi magari scoppiare.

E allora tornare al dolore ma scoprire, questa volta, che non è mai fine a se stesso. Soffrire è spesso la strada verso la creazione di una nuova struttura personale che possa insegnarci a giudicare sempre non solo i benefici, ma anche le interferenze emotive e affettive che si manifestano nel rapporto con gli altri e accettarle. Così Eleanor ci racconta del dolore che scaturisce dall’incapacità di amare ma anche di come affrontarlo. Per imparare a riconoscere la gioia del sorriso di un padre affettuoso verso la sua famiglia, la tenerezza di una madre amorosa per il suo unico figlio, il calore dell’amicizia e la promessa dell’amore anche quando non li abbiamo mai conosciuti sulla nostra pelle.

Eleanor ci dice che riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi ai problemi e ricostruirsi nonostante il dolore restando sensibili alle opportunità positive che la vita ci offre è sempre possibile. Leggere la sua storia ci aiuta ad avere un atteggiamento positivo verso la vita e una rinnovata fiducia nella persone e per questo anche noi ci siamo innamorati di lei.

Voi? 

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