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La maschera in Doppio sogno di Arthur Schnitzler 1926

Doppio sogno, Traumnovelle in lingua originale, riesce a offrire un’immagine della perplessità dell’individuo davanti all’enigmaticità dell’esistenza mediante il racconto della crisi matrimoniale di una coppia borghese nel mondo viennese d’inizio Novecento.

Nel farlo, rende eterei e onirici lo spazio e il tempo in cui si svolge la storia dei protagonisti cosicché la dimensione affettiva del loro rapporto possa essere trasferita nelle strade cittadine di Vienna, fra scorci reali e atmosfere immaginarie, e riportata solo più tardi, dopo la trasformazione psicologica dei protagonisti, nell’intimità della loro stanza matrimoniale.

La tematica onirica fa subito pensare che ci sia un collegamento diretto tra la novella di Arthur Schnitzler e il lavoro del neurologo viennese Sigmund Freud; ma il loro rapporto è definito piuttosto da ammirazione reciproca e da un particolare interesse condiviso per l’universo dell’inconscio i cui temi vengono declinati dai due in modo originale e in linea con le rispettive discipline.

In fatti, con stile immediato Schnitzler presenta il groviglio di angosce, aggressività, desideri repressi che caratterizza la dimensione inconscia del rapporto di coppia tra il medico Fridolin e la moglie Albertine. Eppure, Schnitzler non è interessato semplicemente a far emergere il loro inconscio, ma a dare materialità a quello che lui chiama “medioconscio” ossia una dimensione in cui conscio e inconscio s’incontrano e si consapevolizzano.

Nel mondo reale tale dimensione si concretizza nell’esperienza individuale del sogno, ma grazie al potere magico della letteratura e della scrittura meravigliosa di Schnitzler vediamo qui i sogni farsi tangibili e convergere nelle avventure dei personaggi, spingendoli verso esperienze forti per raggiungere un livello superiore di intimità.

“c’erano dei sogni che si dimenticavano del tutto, dei quali non restava più traccia, tranne un certo strano stato d’animo, uno stordimento misterioso. Oppure si ricordavano solo più tardi, molto più tardi, e non si sapeva più se si era fatta un’esperienza reale o soltanto sognato.”

La tematica onirica che presenta il sogno come un momento chiarificatore e risolutorio fa da contrappeso al tema della maschera e del mistero che ad essa si accompagna. La maschera, simbolo di alienazione e straniamento, indica nella storia il progressivo allontanarsi affettivo tra Fridolin e Albertine causato da quelle pulsioni che essi non riescono a fare conciliare con la vita quotidiana e le convenzioni sociali.

Il loro progressivo ricongiungersi non può quindi che avvenire in sogno. Là Fridolin e Albertine sono in grado di riconoscersi apertamente senza più alcun velo e di superare le rispettive recondite pulsioni. Così, attraverso un confronto che, per il timore potesse distruggerli avevano prima continuamente rimandato, ritrovano la tenerezza necessaria a dissolvere quelle dinamiche che erano sul punto di separali.

Un libro breve ma intenso pieno di ambigui riferimenti in cui ognuno può riconoscere i propri sogni, incubi, passioni, emozioni…  cosa ne pensate?

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Eyes Wide Shut è un film del 1999 diretto da Stanley Kubrick

 

 

 

 

2 Replies to “Doppio sogno | Dream Story. Arthur Schnitzler, 1926”

  1. Lo ho in wishlist (ho una wishlist dannatamente lunga) da tempo. Direi che questa bella recensione potrebbe darmi la spinta per decidermi a leggerlo :).

    1. Ciao Benny! Grazie! si le wishlist si allungano di giorno in giorno ed è dura stargli dietro. Comunque se ti piace il genere un po’ onirico e di introspezione psicologica credo lo amerai anche il film è molto particolare. Fammi sapere quando lo leggerai! 🙂

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