Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estés, Recensioni, libri, books, acompassforbooks

Oggi 25 novembre è un giorno importante, oggi è La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questa ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 e vuole essere un momento di forte sensibilizzazione e denuncia verso le atroci violazioni dei diritti umani e civili di cui ancora oggi le donne sono vittime. La violenza di cui si parla, non è solo quella fisica, ma è anche quella psicologica, che ci vede in un modo o nell’altro tutte protagoniste almeno una volta nella vita.

Questa data è stata scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie che tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), dittatore della Repubblica Dominicana. Proprio il 25 novembre del 1960, le tre sorelle si recavano a far visita ai loro mariti in prigione ma furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Furono così condotte in un luogo nascosto e lì furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate. Poi vennero gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Sono tante le cose che si potrebbero scrivere in merito a questo tema spaventoso, ma preferiamo affidare le nostre emozioni a un’autrice che ci ha donato uno dei saggi più lucidi su cosa vuol dire essere donna. In Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estés analizza minuziosamente gli archetipi con i quali siamo cresciute e i paradigmi femminili che ci hanno rese quello che siamo oggi.

In questo meraviglioso libro, che è un vero faro nel mare magnum di tutto ciò che comporta essere una donna, tutte noi ci possiamo ritrovare, riscoprendo così la nostra “forza interiore, una creatura selvaggia e naturale, una forza potente, piena di buoni istinti, creatività appassionata e conoscenza senza età, curiosità… che non andrebbe mai bloccata.” Perchè come la scrittrice americana sottolinea,

“anche la più repressa delle donne ha una vita segreta, con pensieri segreti e sentimenti segreti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera delle donne custodisce il posto dell’io selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un’apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.”

Consigliamo vivamente a tutti quelli (donne e uomini) che non hanno mai letto Donne che corrono coi lupi, di farlo al più presto, perché questo saggio è denso di sapere e di parole illuminanti che possono aiutarci a non dimenticare mai tutta la bellezza che alberga dentro di noi.

#giornatamondialecontrolaviolenzasulledonne

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