Concita De Gregorio, Fotografia, libri, books

Partendo dall’esperienza fotografica di Simona Ghizzoni, Anna Di Prospero, Moira Ricci, Silvia Camporesi e Guia Besana, in questo libro Concita De Gregorio ci accompagna lungo un percorso narrativo e fotografico fatto di voci, simboli, immagini e parole.

“A tutte ho chiesto delle loro immagini. Tutte mi hanno risposto raccontandomi piuttosto la loro storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso, i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Nessuna mi ha descritto le caratteristiche tecniche delle immagini, le macchine usate, quello è il modo. Volevano invece parlare delle ragioni per cui si fotografa. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’equilibrio inteso come gravità e come capacità di trovare una posizione – un posto nel mondo. La sospensione nel vuoto, galleggiare nell’acqua.”

Il ritmo della raccolta è scandito dai temi del doppio, del rosso, del corpo e del tempo che sono allo stesso tempo linee guida e nuovi punti di partenza per pensare connessioni e riflessioni altre. La sensibilità femminile è un universo infinito e meraviglioso. Qui un suo aspetto, più di altri, viene valorizzato: quel coraggio raro e prezioso che sta nel rivolgere con onestà emotiva il potente mezzo fotografico verso la propria interiorità.

L’abilità e la spinta verso la creazione di autoritratti fotografici, intesi non solo come strumenti per raccontare la propria storia ma soprattutto per comprenderne e sanarne le ferite, sono raccontate in un’ottica che trascende la vanità e che, attraverso il bisogno di comprendersi, riesce a riaffermare l’importanza, l’originalità e la concretezza dell’esperienza individuale alla ricerca di un equilibrio contemporaneo che possa radicarsi e diramarsi fra aspettative percepite e bisogni di personalizzazione. 

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