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Oggi è il primo giorno di primavera e la Giornata mondiale della #poesia ! Un’occasione per celebrare quest’arte che ci piace tanto perché sa darci sempre ispirazione, coraggio ed energia, in particolare in questo periodo molto difficile. Abbiamo così deciso di condividere alcuni consigli poetici! Sono i versi di alcune poetesse e poeti di cui vi abbiamo parlato durante i nostri martedì poetici Acompassforpoetry, eccoli qui con i rispettivi link ai post:

Fra due stelle quale lontananza;
eppure quanto ancora più vasto quel che quaggiù s’impara.
Uno, per esempio, un bambino… e più prossimo ancora,
un altro a quale inconcepibile distanza. 
Il destino ci misura forse con spanne d’esistenza,
che a noi pare straniera;
pensa solo quante spanne tra la fanciulla e l’uomo, 
quand’essa lo fugge e lo vagheggia

Tutto è lontananza -, e in nessun luogo è il cerchio chiuso.
Guarda nel piatto, sulla gaia tavola imbandita, 
lo strano volto dei pesci. 
Pesci che sono muti… si pensava un tempo. Chissà?
Ma non c’è alla fine un luogo ove si parli il linguaggio 
dei pesci, senza di loro? 

Sonetti a Orfeo, Rilke;

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“Non come Dante
che scopre una commedia
su per le falde del regno dei cieli
Io dipingerei un diverso
Paradiso
in cui la gente sarebbe nuda
com’è sempre
in scene del genere
perché vuole essere
un ritratto delle anime
ma senza angeli apprensivi a dir loro di come
il regno dei cieli sia
il ritratto perfetto di
una monarchia
e senza roghi che divampano
nelle fosse infernali giù di sotto
in cui può darsi che io abbia messo piede 
e nemmeno altari nel firmamento se non 
fontane di fantasia” 

A Coney Island of the mind di Lawrence Ferlinghetti;

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La strada porta tra case oscure – 
ma in alto
salpo dal braccio candido 
del valico, come da un molo – 
lascio nella terrena ombra 
i faticosi lumi degli uomini , 
il loro fioco alone
sulla neve. 
Via – negli occhi raccolta 
la gioia dura d’essere
creatura in sé conchiusa, 
unica nel freddo cielo
invernale 
diritta ai piedi 
d’invisibili antenne, 
sulla nave che ha vele di nubi
e fari di stelle,
a prora un volto
d’attesa

Da Desiderio di cose leggere, Antonia Pozzi;

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…Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia… 

Dai Diari della Plath;

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Nella casa bruciata faccio colazione. 
Capisci: niente casa, niente colazione, 
Eppure eccomi qua. 
Il cucchiaio che si è fuso raschia 
La ciotola che pure si è fusa. 
Non c’è nessun altro in giro. 
Dove sono andati, il fratello e la sorella, 
La madre e il padre? Via lungo il lago, 
forse. I loro abiti sono ancora sulle grucce, 
La pila dei loro piatti accanto al lavello, 
Accanto al fornello a legna 
Con la gratella e il bollitore annerito, 
Ogni dettaglio chiaro, 
La tazza di latta e lo specchio distorto. 
Il giorno è luminoso e senza canto, 

Da Mattino nella casa bruciata di Margaret Atwood,

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Qui, dove tra mari l’isola crebbe, rupe 
del sacrificio erta torreggiante, 
Zarathustra qui sotto un nero cielo 
accende i suoi fuochi dell’altezza, 
fari per i naviganti smarriti, 
interrogativi per chi ha una risposta…
Questa fiamma dl ventre grigiastro
in fredde lontananza guizza la sua bramosia, 
verso altezze sempre più pure essa piega il collo – 
un serpente che ritto si erge per l’impazienza: 
questo segno io posi qui dinanzi a me. 
La mia anima, ecco, è questa fiamma: 
ingordo di nuove lontananze 
il suo quieto ardore all’ insù avvampa, in su. 
Perché Zarathustra scansò animali e uomini? 
Perché veloce sfuggì a ogni terra ferma? …

da Ditirambi di Dionisio di Nietzsche,

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Spazzolato il bavero del pastrano, 
scapigliata come il torso di Beethoven 
copre come il palmo, come a dama, 
il sonno e la coscienza, e la notte, e l’amore. 
E destina la dama nera soffiata
– con una scellerata inquietudine – 
al giorno del giudizio universale 
come un cavaliere contro i pedoni. 
Ma in giardino dove esclamano fragranti
le stelle tra ghiaccio e cantina, 
soffoca il fremito di Tristano 
come l’usignolo di Isotta sulla vite. 
E i giardini, gli acquitrini, i recinti, 
e il cosmo che ribolle di bianche
grida – sono solo gradi della passione, 
accumulata dal cuore di un uomo.

da Anch’io ho conosciuto l’amore di Boris Pasternak;

e poi ancora Orientarsi con le stelle di Carver; Aforismi e magie di Alda Merini; Uno spasso di Wislawa Szymborska;   

Buona #giornatamondialedellapoesia! voi quali poeti ci consigliate?

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