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Tra Parigi e Milano

Lo spazio di Atti osceni in luogo privato è l’effervescente culla culturale della Parigi degli anni 70’ e in seguito  la Milano degli anni ’80 dove si svolge l’ultima parte della storia. Il tempo comincia a scorrere nel 1975 quando Libero Marsell e la sua famiglia si trasferiscono a Parigi. Libero ha dodici anni e incontra il mondo dell’amare e del farsi amare. La narrazione procede verso la sua maturità soffermandosi sugli elementi che ne stimolano la naturale evoluzione: persone, libri, film e canzoni riempiono le pagine di rievocazioni e collegamenti trasportandoci in uno scenario immaginativo dove ritroviamo Camus, Salinger, Buzzati, Duras e altri autori.

Esterno e interno

I momenti salienti che andranno a delineare le sfumature umane, psicologiche e intellettuali della formazione di Libero definiscono il genere del romanzo, che tra citazioni e rievocazioni di atmosfere intellettuali note, trova la sua peculiarità in un linguaggio preciso e intimista che, descrivendo personaggi dotati di un’umanità fuori dal comune, riesce a dare una lettura originale dei confini e gli sconfini dell’intimità e dell’individualità.

“L’esterno più dell’interno: lo scrissi nel quaderno di Lupin per tradurre lo sconquasso di quella notte. Dormii solo, immobile e supino, e quando mi svegliai seppi che qualcosa era cambiato. Da poche ore la mia carne era diventata autoimmune: riconosceva solo la mano altrui. L’idea di tornare alla masturbazione mi destabilizzò, dava un preciso senso di vuoto e un’inconsistenza perfetta. Avevo rotto la simbiosi con me stesso. Ero diventato il fuori. Ero negli altri, ero in Lunette.”

Leggendo Atti osceni in luogo privato

Con uno stile leggero e colto il romanzo racconta temi delicati come masturbazione, circoncisione e adulterio evitando dramma o giudizio. L’atmosfera un po’ fiabesca dipana la trama che si svolge senza grandi conflitti ma con umanità e simpatia, descrivendo l’interesse che fin da bambino Libero ha per l’universo femminile con delicatezza e dolcezza. Il sesso diventa così un mezzo con cui Libero attraversa diversi mondi possibili in quell’universo infinito creato della costante tensione tra l’Io e il Tu. In questo modo, egli può fare esperienza del rapporto che l’individuo ha con se stesso e con l’esterno di sé, elaborando sia le emozioni che lo conducono verso ciò che non conosce sia quelle che lo spingono a tornare a ciò che ama.

Un libro amato e criticato che lascia spazio alla discussione, voi lo avete letto? vi è piaciuto?

4 Replies to “Atti osceni in luogo privato. Marco Missiroli, 2015”

  1. Ho amato tanto questo libro. Dentro le sue pagine c’è tutto quello che si può desiderare se si è alla ricerca dell’emozione.

  2. Credo di essere una delle poche a non averlo amato, pur riconoscendogli dei pregi. Mi sono ritrovata a dover sviscerare il romanzo, a fargli quasi un’autopsia per capire come mai non mi ha incantata. Diciamo che è molto lontano dai miei gusti. Detto questo, bella recensione e alla prossima.

    1. Ciao Benny, grazie! Non se se sia il tuo caso ma tra le critiche che gli sono state mosse, quella che in parte ho condiviso quando ho iniziato a leggere il romanzo è il fatto di aver descritto alcuni scenari stereotipati già visti e rivisti. Ma superato questo, credo sia stato capace di tirar fuori dagli argomenti trattati una tenerezza e umanità dolcissima e inaspettata. Dagli un’altra chance più avanti magari … 🙂

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