Addio Fantasmi. Nadia Terranova. Einaudi, 2018

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Uscito a settembre di quest’anno per Einaudi, Addio Fantasmi, è il nuovo libro di Nadia Terranova. L’autrice, nata a Messina nel 1978, vive oggi a Roma. Ha pubblicato precedentemente libri per ragazzi e il romanzo Gli anni al contrario, vincitore del Bagutta Opera Prima e altri premi.

Affrontare una perdita

Addio Fantasmi ci è piaciuto molto e in alcuni passaggi ci ha commosso profondamente. Affronta un tema difficile, quello della morte di una persona cara. È la storia di una giovane donna, Ida che ritorna nella propria casa a Messina per aiutare la madre a ristrutturare e vendere la casa dove è cresciuta. Ida ha sofferto molto. La persona che ha perso, il cui dolore la tormenta ancora, è il padre, un professore di liceo, che una mattina, quando lei aveva 13 anni, esce di casa per non tornare più, abbandonando lei e la madre.

“tutti abbiamo perso qualcuno e sappiamo quanto lunghissimo e ingiusto sia il tempo davanti a noi, il tempo senza quella persona. Il tempo che cominceremo a contare anno dopo anno, a partire dalla perdita.”

Che sia una perdita reale o simbolica, il lutto è una delle esperienze più dolorose e difficili da superare nella vita. Nel caso di Ida poi l’impossibilità di avere l’assoluta certezza della morte del padre cristallizza il dolore della perdita in uno stato perenne di paralisi.

Dilatando il tempo dell’esperienza della perdita attraverso la scomparsa e quindi l’incertezza della morte del padre, Nadia Terranova riesce ad analizzare le difficoltà esistenziali di questa terribile esperienza lungo tutta la vita di Ida, proponendoci una riflessione quasi analitica e allo stesso tempo emotivamente molto coinvolgente riguardo al processo di elaborazione del lutto.

L’elaborazione del lutto

La psicologia ci aiuta a capire le fasi di questo doloroso percorso, come sono solitamente vissute e percepite dalla cultura e società occidentale. Fra le teorie più influenti, la più famosa è sicuramente quella della psichiatra svizzera Elisabeth Kubler-Ross – una delle massime autorità in materia – che nel 1969 pubblica il libro La morte e il morire. 

In questo libro la Kubler-Ross teorizza cinque fasi attraverso le quali passerebbe un individuo, non necessariamente in questa esatta sequenza, a seguito della perdita di una persona amata. Le fasi sono quelle di negazione come naturale meccanismo di difesa; rabbia rivolta verso se stessi o persone vicine; negoziazione in cui cerchiamo risposte per spiegare o analizzare l’accaduto; depressione che è un momento di arresa emotiva; e infine accettazione della perdita e riconciliazione definitiva con la realtà.

L’incapacità di elaborare

Sia che si tratti di un lutto affettivo o ideologico, non tutti riescono ad affrontare e superare le fasi di elaborazione del lutto in modo lineare e risolutivo. Molto spesso accade di restare incastrati per molto tempo, a volte per sempre a uno dei livelli intermedi. Per esplorare l’incapacità di superare una perdita e tornare a vivere Nadia Terranova crea una storia in cui la perdita, l’assenza di una padre si configura per la figlia come impossibilità di vivere. Massimo Recalcati recensendo in modo molto profondo il libro su Repubblica e durante la sua presentazione per Bookcity Milano ha notato come qui l’assenza del padre possa essere considerata a tutti gli effetti “una forma di presenza assoluta.

Questa assenza infatti è altamente presente nella vita della protagonista al punto di impedirne la crescita e la naturale evoluzione. Sembra quasi interrompere il flusso vitale che anima la sua costellazione famigliare. Ida non ha figli, non ne vuole. Non solo per non rischiare di replicare l’esperienza genitoriale da lei vissuta ma perché l’assenza del padre che non ha potuto essere neanche simbolicamente elaborata dal seppellimento di un corpo è diventata una presenza soffocante, che l’ha bloccata, come paralizzata in una dimensione sospesa. 

Una struttura narrativa simbolica e significante

Nadia Terranova riesce a raccontare la storia di questa assenza-presenza con dinamicità e movimento: intercalando il racconto di Ida con notturni onirici in cui il suo inconscio si rivela e si consapevolizza. Così in un’atmosfera fatta di immobilità, silenzi e comportamenti disfunzionali vediamo la consapevolezza dell’impossibilità di elaborare la perdita farsi strada lungo le pagine e procedere verso una risoluzione nei tre capitoli del libro che approfondiscono le valenze simboliche del nome, del corpo e della voce di un padre che decide di non tornare. 

Ogni sezione ripercorre in modo molto sensibile e umano il modo in cui l’incapacità e l’impossibilità di Ida e della madre di elaborare anche solo simbolicamente la perdita del padre attraverso un funerale ne abbia trasformato l’assenza in una presenza paralizzante. Solo affrontando il valore di quegli elementi fondamentali che rappresentano la persona di lui – il suo nome, il suo corpo e la sua voce – Ida riuscirà a mettere in atto un personale superamento del suo dolore e forse a ricominciare a vivere.

Leggendo Addio fantasmi

Questo libro ci ha fatto riflettere e commuovere. Riflettere su quanto sia difficile trovare un modo per superare il dolore causato dalla perdita di una persona amata. Su quanto quella sofferenza possa condizionare la parte di vita che resta dopo la perdita. Sul modo in cui a volte, la paura stessa della possibilità di dover affrontare nuovamente un tale dolore non ci permetta più di vivere pienamente e di amare liberamente, mettendoci sulla difensiva con il rischio di non riuscire mai più a fidarci completamente della vita.  

Il libro ci ha però fatto anche commuovere e riflettere sul valore di continuare ad amare la vita superando le difficoltà con determinazione e forza d’animo. La storia di Ida lungi dal portarci a rimuginare sul peso della perdita e sulla difficoltà di elaborare il lutto, ci conduce verso il superamento della paralisi che ne risulta. La tenerezza e l’onesta emotiva con cui Nadia Terranova fa raccontare a Ida la sua storia ci guidano lungo un percorso di consapevolizzazione tramite cui la protagonista sfida la sua incapacità di vivere e nel farlo torna alla vita. 

Grazie a una grande sensibilità stilistica che armonizza con maturità forma e contenuto il libro riesce a sviluppare il tema della paralisi esistenziale che segue la perdita di una persona amata in modo dinamico ed estremamente coinvolgente. In questo modo ci parla degli abissi emozionali che si attraversano durante l’elaborazione di un lutto, aiutandoci a comprenderli, accettarli e insieme a Ida a superali. 

5 Replies to “Addio Fantasmi. Nadia Terranova. Einaudi, 2018”

  1. Grazie per questo post. Ho più volte preso in mano questo libro sempre un po titubante se acquistarlo oppure no, considerati il tema centrale. Ma il vostro post mi spinge a leggerlo, credo che posa aiutare a comprendere in parte alcuni importanti passaggi della nostra vita.

    1. Grazie mille! È sicuramente un libro che smuove tanto e dal tema impegnativo. Non nascondo che durante alcuni passaggi la risposta emotiva è stata forte e sono scesi i lacrimoni. Ma ci ha lasciato tanto e credo anch’io che possa aiutare a comprendere ed elaborare alcuni momenti difficili della nostra vita. Buona lettura!

      1. Le letture sanno spesso scavare voragini, ma basta cambiare punto di vista, e quella che ad una prima impressione può sembrare una caduta, dall’altro può trasportarti avanti mille miglia.

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